È tornata la Fitwalking for AIL, la camminata solidale non competitiva promossa da AIL, l’Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma. In quaranta città italiane, da nord a sud, migliaia di persone hanno camminato fianco a fianco per raccontare i risultati raggiunti e le nuove prospettive nella cura dei tumori del sangue, ma anche per informare i pazienti affetti da queste patologie sulla possibilità di condurre una vita attiva e incoraggiarli, quando le condizioni cliniche lo consentono, a praticare attività fisica.
«Fitwalking for AIL vuole sensibilizzare l’opinione pubblica, promuovere la campagna contro le leucemie e gli altri tumori del sangue, ma soprattuto vuole sostenere la qualità di vita dei pazienti. Oggi, l’attività fisica è parte integrante della terapia. Esistono studi provenienti da ogni parte del mondo, pubblicati su riviste scientifiche qualificate, che ne documentano i benefici. Può prevenire la malattia oncologica, aiuta a diminuire gli effetti indesiderati, aumenta la possibilità di diminuire le remissioni e certamente ha anche un ruolo sulla mortalità. Tutto questo oggi è abbastanza codificato, per cui è necessario sensibilizzare l’opinione pubblica affinché questa pratica venga adottata con maggiore continuità», afferma Giuseppe Toro, Presidente Nazionale AIL.
Il valore dell’attività fisica è ormai riconosciuto in numerosi ambiti della medicina e riguarda anche i pazienti oncologici e onco-ematologici. Se durante i momenti più delicati delle terapie l’attività può essere necessariamente limitata, con il miglioramento delle condizioni cliniche il ritorno al movimento può diventare un tassello importante del recupero.
«L’attività fisica è diventata una prescrizione medica. Noi abbiamo degli esempi, come le malattie cardiovascolari, le malattie metaboliche e anche alcune neurologiche, nelle quali l’esercizio è l’unica e la migliore cura. Per quanto riguarda le malattie onco-ematologiche non è proprio così, anche perché un paziente all’esordio è un paziente che non sta bene e che farà delle cure piuttosto importanti. Ma la domanda che fanno tutti i pazienti nel momento del ritorno al benessere è: “Posso fare attività fisica?”. Penso che la fitwalking, che è un’attività fisica moderata e accessibile tutti, sia particolarmente indicata per molti di questi pazienti. Tornare a un’attività fisica normale, è quello che fa sentire il paziente di nuovo una persona sana», spiega Maurizio Martelli, Direttore UOC Ematologia Azienda Policlinico Umberto I di Roma e Professore ordinario di Ematologia Sapienza Università di Roma.
La manifestazione è stata anche l’occasione per fare il punto sulle indicazioni da dare ai pazienti onco-ematologici rispetto al movimento e sulle novità terapeutiche che negli ultimi anni hanno modificato la cura di molte patologie del sangue.
Terapie più efficaci e sempre più mirate consentono oggi, in molti casi, di ottenere risultati migliori riducendo allo stesso tempo l’impatto delle cure sulla qualità della vita. Per chi raggiunge la remissione, recuperare gradualmente movimento, autonomia e attività quotidiane può quindi diventare una parte importante del ritorno alla normalità.
«Le novità terapeutiche che si sono sviluppate in questi anni, hanno portato a una maggiore efficacia dei trattamenti e a un minore impatto sulla qualità della vita, con minori effetti collaterali. Sappiamo che molti pazienti che hanno affrontato un percorso di cura e sono ora in remissione, hanno ottenuto questo risultato con profili di tossicità associata alla terapia molto più contenuti, e questo vuol dire che possono essere restituiti a una vita quanto più possibile normale, che comprende anche l’attività fisica. Per i pazienti pediatrici, nei migliori centri, è prevista anche una vera e propria attività sportiva, che ha un significato enorme sia dal punto di vista fisico sia dal punto di vista psicologico. Quindi questa iniziativa di AIL, che sottolinea l’importanza per tutti di avere uno stile di vita sano, è estremamente importante. E dà un ulteriore messaggio di speranza ai nostri pazienti», sostiene Alessandro Rambaldi, Professore Ordinario di Ematologia Università degli Studi di Milano e Direttore Scientifico Fondazione per la Ricerca-FROM, Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
Nel video:
- MAURIZIO MARTELLI
Direttore UOC Ematologia Azienda Policlinico Umberto I – Roma
Professore ordinario di Ematologia Sapienza Università di Roma
- GIUSEPPE TORO
Presidente Nazionale AIL
- ALESSANDRO RAMBALDI
Professore Ordinario di Ematologia Università degli Studi di Milano
Direttore Scientifico Fondazione per la Ricerca-FROM, Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo