In Italia si fanno sempre meno figli e la natalità continua a registrare nuovi minimi. Secondo gli ultimi dati Istat, nel 2025 sono nati circa 355 mila bambini, il 3,9% in meno rispetto al 2024. Anche il numero medio di figli per donna è sceso a 1,14, confermando l’Italia tra i Paesi europei con i livelli di fecondità più bassi. Un quadro che riaccende l’attenzione sulla salute riproduttiva e sull’importanza di una maggiore consapevolezza della propria fertilità.
Per portare prevenzione e informazione sulla fertilità femminile direttamente nelle piazze italiane, è partito da Milano PreSERVE YOUR FUTURE – Tutela la salute riproduttiva, il progetto dedicato alla salute riproduttiva delle donne. L’obiettivo è sensibilizzare soprattutto le più giovani sull’importanza di conoscere la propria riserva ovarica, attraverso un semplice esame del sangue.
«Parlare di fertilità e di tutela della fertilità è oggi un tema importantissimo, sia per le giovani donne che programmano una gravidanza, sia per quelle che ancora non la prevedono. Significa renderle consapevoli che esiste un tempo biologico e che, con il passare degli anni, tutte le donne vanno incontro a una diminuzione quantitativa e qualitativa della riserva ovarica. Questo non deve spaventare, ma incoraggiare le donne a prendersi cura della propria fertilità. E il primo passo è proprio la consapevolezza», sostiene Alberto Vaiarelli, Vicepresidente SIFES, Società Italiana di Fertilità, Sterilità e Medicina della Riproduzione.
L’iniziativa, che ha già fatto tappa a Milano e Bologna, si rivolge alle donne tra i 25 e i 35 anni. All’interno di un camper medico attrezzato, è possibile effettuare gratuitamente un prelievo di sangue per il dosaggio dell’ormone antimülleriano (AMH). Al test si affiancano momenti di informazione e counseling con personale sanitario, per aiutare le partecipanti a conoscere meglio la propria salute riproduttiva. La campagna, promossa con il contributo non condizionante di IBSA Italy e il patrocinio delle società scientifiche SIFES, SIdR e SIRU, proseguirà nelle città di Firenze, Napoli e Palermo.
«L’obiettivo dell’iniziativa è coinvolgere le giovani donne e aumentare la loro consapevolezza sull’importanza di prendersi cura della propria salute riproduttiva, senza trascurare le opportunità future di avere un figlio. Vogliamo offrire loro la possibilità di conoscere meglio le proprie prospettive riproduttive e promuovere una maggiore attenzione alla salute», spiega Giuseppe Martoccia, Head of Preclinical & Clinical Research di IBSA.
«Questa campagna nasce dalla volontà delle società scientifiche di arrivare alle giovani donne. Spesso lavoriamo con pazienti che hanno già un problema di fertilità. Raggiungere invece ragazze che non hanno ancora un progetto riproduttivo è oggi il nostro primo obiettivo. Vogliamo aiutarle a conoscere la propria riserva ovarica, un tassello importante della salute riproduttiva», aggiunge Vaiarelli.
Al centro dell’iniziativa c’è il test dell’ormone antimülleriano, conosciuto come AMH, un indicatore della riserva ovarica, cioè della quantità di ovociti ancora disponibili nelle ovaie. Attraverso un semplice prelievo di sangue, l’esame permette di ottenere un’informazione utile sulla riserva ovarica, che tende a diminuire naturalmente con l’avanzare dell’età. Il risultato, tuttavia, non indica la qualità degli ovociti e non permette, da solo, di prevedere le possibilità di una gravidanza naturale. Per questo deve essere interpretato nel contesto di una valutazione medica più ampia.
«Oggi in Italia la nascita del primo bambino avviene quando le donne hanno mediamente circa 31-32 anni. Questo significa che il desiderio di genitorialità viene spesso posticipato per molte ragioni. Attraverso il test dell’ormone antimülleriano possiamo ottenere informazioni su quella che definiamo età ovarica. Accanto all’età anagrafica, quella riportata sulla carta d’identità, c’è infatti anche una dimensione biologica da conoscere. Ed è un’informazione importante per la salute riproduttiva», conclude Vaiarelli.
Nel video:
ALBERTO VAIARELLI
Vicepresidente SIFES, Società Italiana di Fertilità, Sterilità e Medicina della Riproduzione
GIUSEPPE MARTOCCIA
Head of Preclinical & Clinical Research di IBSA