L’aria in Italia è migliorata, ma resta lontana dagli standard raccomandati per proteggere la salute: nel panorama europeo la qualità dell’aria nel nostro Paese continua a collocarsi tra le più problematiche, con livelli di inquinamento atmosferico ancora preoccupanti.
Sebbene i danni del fumo di tabacco siano ben noti, gli effetti più ampi dell’inquinamento atmosferico sulla suscettibilità alle infezioni respiratorie rimangono poco definiti. Secondo i risultati ottenuti nel gruppo di partecipanti arruolati a Roma nello studio Immune Development in Early Life (IDEaL), l’inquinamento atmosferico è associato a un aumento delle infezioni respiratorie nel primo anno di vita, e potrebbe influenzare lo sviluppo del sistema immunitario e la salute respiratoria dei bambini.
La coorte IDEaL di Roma, presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, fa parte di uno studio longitudinale sostenuto dai National Institutes of Health (NIH)/National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) e coordinato dal Precision Vaccines Program del Boston Children’s Hospital, e indaga i fattori di rischio precoci e i meccanismi immunologici che contribuiscono alla vulnerabilità alle infezioni, allo sviluppo dell’asma e alla risposta ai vaccini.
I risultati dello studio saranno presentati durante il congresso Pediatric Academic Societies (PAS) 2026, che si terrà a Boston da oggi al 27 aprile.
Gli inquinanti atmosferici sono sempre più considerati capaci di interferire con la maturazione del sistema immunitario nelle fasi più delicate della crescita, tuttavia i dati relativi alla popolazione infantile rimangono limitati. «I risultati ottenuti suggeriscono che l’aria che respirano i neonati nel primo anno di vita non influisce solo sui polmoni, potrebbe anche influenzare in modo permanente la loro capacità di difesa immunitaria. Abbiamo riscontrato un legame chiaro e significativo tra i comuni inquinanti urbani e una maggiore incidenza di infezioni respiratorie e respiro sibilante. Questa ricerca sottolinea l’urgente necessità di misure di protezione ambientale per salvaguardare i nostri figli durante le fasi più critiche del loro sviluppo», spiega Donato Amodio, MD, PhD, professore associato presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e autore principale dello studio
Una maggiore esposizione agli inquinanti atmosferici è stata associata a un aumento del numero di infezioni respiratorie nel primo anno di vita. Sono state osservate correlazioni significative per l’esposizione al particolato, agli ossidi di azoto e al biossido di azoto. Anche le singole infezioni, tra cui bronchiolite, bronchite, otite media acuta, infezione da SARS-CoV-2 e tonsillite, hanno mostrato effetti significativi, seppure più contenuti.