Negli ultimi anni la ricerca ha aperto nuove prospettive per le donne con sclerosi multipla che desiderano una gravidanza, rendendo possibile conciliare il controllo della malattia con il progetto di maternità. Grazie a farmaci più efficaci e sicuri, come gli anticorpi monoclonali di nuova generazione, oggi è possibile pianificare la gravidanza in modo sereno.
Nella sclerosi multipla la diagnosi precoce è fondamentale perché permette di iniziare subito il trattamento, limitando il danno al sistema nervoso, come è stato sottolineato al Congresso annuale della Società Italiana di Neurologia. La diagnosi precoce determina anche un inizio precoce di terapie, che sono grado di agire sulle recidive ma anche sulla progressione della malattia.
“È proprio sulla precocità della diagnosi che ci giochiamo un intervento farmacologico precoce, che è dimostrato essere l’unico in grado di modificare la prognosi, anche a lungo termine — afferma Paolo Gallo, Direttore Scientifico Clinica per la Riabilitazione Fisica e Cognitiva per le Malattie Neurologiche – Casa di Cura Città di Rovigo — Con un intervento precoce siamo in grado di sopprimere l’infiammazione ormai quasi completamente, ma anche di modificare l’evoluzione progressiva della malattia”.
La diagnosi tempestiva è essenziale per poter utilizzare farmaci efficaci e sicuri, come l’anticorpo monoclonale ocrelizumab, che può essere somministrato con un’iniezione sottocute e richiede pochi minuti rispetto ai tempi più lunghi necessari per un’infusione. Grazie alla sicurezza del farmaco ocrelizumab è possibile intraprendere una gravidanza anche per le donne con sclerosi multipla, permettendo un controllo efficace della malattia e una ripresa sicura della terapia nel periodo post-partum.
Come spiega Antonella Conte, Professoressa Neurologia Sapienza Università di Roma, Responsabile Centro Sclerosi Multipla Policlinico Umberto I, Roma: “Iniziamo ad avere dati sulla sicurezza nelle donne esposte a terapia ad alta efficacia prima del concepimento. Iniziamo inoltre ad avere dati molto positivi anche sulla possibilità di allattamento durante l’esposizione a terapia ad alta efficacia e, oltretutto, dati positivi sull’introduzione di uno schema di somministrazione sottocute in donne che hanno appena partorito, che permette di risparmiare una notevole quantità di tempo”.
Nel video:
- PAOLO GALLO, Direttore Scientifico Clinica per la Riabilitazione Fisica e Cognitiva per le Malattie Neurologiche – Casa di Cura Città di Rovigo
- EMANUELE D’AMICO, Professore Dipartimento di Specialità mediche e chirurgiche – Università degli Studi di Foggia
- ANTONELLA CONTE, Professoressa Neurologia Sapienza Università di Roma – Responsabile Centro Sclerosi Multipla Policlinico Umberto I – Roma
- LUCIA MOIOLA, Coordinatrice del Centro Sclerosi Multipla dell’Unità di Neurologia – Ospedale San Raffaele – Milano