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Una nuova terapia per il trattare le forme più aggressive di mieloma multiplo

Il mieloma multiplo è una malattia del sangue che in 9 casi su 10 tende a ripresentarsi e che fino a pochi anni fa determinava un’aspettativa di vita di pochi mesi. Alle diverse opzioni terapeutiche già disponibili, si affianca un nuovo anticorpo monoclonale che ha dimostrato di ridurre significativamente il rischio di progressione di malattia. Si chiama isatuximab e in diversi studi ha dimostrato la propria efficacia.

Il mieloma multiplo è la seconda patologia onco-ematologica per diffusione. È una malattia del sangue che in 9 casi su 10 tende a ripresentarsi e che fino a pochi anni fa determinava un’aspettativa di vita di pochi mesi. Oggi tenere sotto controllo il mieloma multiplo sta diventando una realtà e non siamo lontani dall’eliminazione della malattia.

«Il mieloma multiplo è la seconda patologia onco-ematologica per diffusione e fino a un decennio fa avevamo poche opzioni terapeutiche disponibili» conferma Paolo Corradini, Direttore della Divisione di Ematologia, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e Professore di Ematologia all’Università degli Studi di Milano. «Negli ultimi dieci anni, però, la ricerca ha introdotto importanti cambiamenti: è infatti il tumore del sangue per cui ci sono stati i maggiori progressi in termini di trattamento e di aumento della sopravvivenza».

Alle diverse opzioni terapeutiche già disponibili, si affianca un nuovo anticorpo monoclonale che ha dimostrato di ridurre significativamente il rischio di progressione di malattia. Si chiama isatuximab, si somministra per via endovenosa in combinazione con pomalidomide e desametasone (pom-dex) e in diversi studi ha dimostrato la propria efficacia.

«Lo studio clinico ICARIA-MM è stato il primo studio di fase 3 su un anticorpo anti-CD38 in combinazione con pom-dex a presentare dei risultati che mostrano dei benefici clinicamente significativi dopo almeno due linee di terapia precedente» spiega Corradini. «Possiamo quindi dire che oggi abbiamo un trattamento in più, in grado di portare un reale beneficio in termini di prolungamento della sopravvivenza e di qualità di vita, anche nei pazienti particolarmente fragili e pretrattati».

Lo studio clinico ha dimostrato che la terapia di associazione con isatuximab porta un beneficio terapeutico consistente con un miglioramento significativo della sopravvivenza senza progressione della malattia. Grazie a questi risultati la Commissione Europea ha approvato l’indicazione di isatuximab per il trattamento del mieloma multiplo recidivato o refrattario in seconda linea, attesa in Italia nei prossimi mesi.

«È di fondamentale importanza che i pazienti con mieloma multiplo abbiano accesso ai migliori trattamenti disponibili secondo un percorso di cura e protocolli basati su solide evidenze cliniche che possano assicurare il più lungo periodo di sopravvivenza possibile e una qualità di vita dignitosa» commenta Aurelio Luglio, Consigliere di AIL- Associazione contro Leucemie, Linfomi e Mieloma, sezione di Bologna. «Questa malattia ha un forte impatto su una popolazione spesso anziana e che presenta quindi altre morbilità. AIL è da sempre al fianco dei clinici e dei ricercatori per garantire le migliori cure e sostenere gli investimenti in ricerca, e accanto ai pazienti e ai loro familiari per amplificare la loro voce di fronte alle istituzioni e agli altri stakeholder ed offrire servizi di assistenza logistica, psicologica e domiciliare, senza mai dimenticare che il paziente è prima di tutto una persona».

Nel video:

Marcello CATTANI
Presidente e Amministratore e Delegato di Sanofi Italia

Paolo CORRADINI
Direttore Divisione di Ematologia Fondazione IRCSS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

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