Ridurre il colesterolo diminuisce del 36% il rischio d’infarto 

Prevenire un evento cardiovascolare significa prima di tutto individuare chi ha maggiori probabilità di andare incontro a infarto o ictus. Attività fisica, alimentazione equilibrata, controllo del peso e degli altri fattori di rischio rappresentano alcuni dei principali strumenti di prevenzione, ma un ruolo centrale è giocato anche dall’identificazione precoce dei pazienti più vulnerabili.

Al congresso della Società Europea di Cardiologia ESC 2026, recentemente concluso a Monaco di Baviera, l’attenzione è quindi anche sulla valutazione sempre più precisa dei principali fattori di rischio cardiovascolare per ogni paziente.

«I pazienti a rischio sono quei soggetti che hanno innanzitutto il colesterolo elevato; poi ci sono i fumatori, che devono assolutamente smettere di fumare, i pazienti con ipertensione arteriosa e diabete mellito. Viene ancora poco considerata nello SCORE2, ma sta assumendo sempre maggiore importanza anche la valutazione della funzione renale e dell’albuminuria. Quindi, in generale, i soggetti a rischio sono tutti quelli che, secondo il punteggio dello SCORE2 dell’ESC, superano un rischio di eventi cardiovascolari del 10% a 10 anni. Questi diventano soggetti ad alto rischio, nei quali dobbiamo prestare particolare attenzione al raggiungimento dei target terapeutici di colesterolo LDL», spiega Massimo Grimaldi, Presidente Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri – ANMCO e Direttore Struttura Complessa di Cardiologia, Ospedale Miulli, Acquaviva delle Fonti – Bari. 

Ed è proprio sul colesterolo LDL, uno dei principali fattori modificabili, che arrivano indicazioni importanti. Tra i dati presentati al congresso ci sono quelli dello studio VESALIUS-CV, che ha valutato l’efficacia di evolocumab, un farmaco utilizzato per abbassare in modo significativo il colesterolo LDL nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare. I nuovi risultati confermano che una forte riduzione dei livelli di colesterolo LDL può tradursi in una diminuzione significativa degli eventi cardiovascolari.

«Una riduzione del colesterolo LDL di oltre il 50%, come quella ottenuta con evolocumab nel VESALIUS, ha dimostrato di ridurre gli eventi cardiovascolari maggiori del 25% e, addirittura, eventi più gravi come l’infarto miocardico del 36%. È quindi un dato chiarissimo, in linea con le altre evidenze presenti in letteratura, che ci impone di raggiungere il target terapeutico nei pazienti che trattiamo, in particolare in quelli ad alto e altissimo rischio», sottolinea Grimaldi. 

La parola chiave diventa quindi tempestività. Non soltanto intervenire prima che la malattia cardiovascolare si manifesti, ma raggiungere il prima possibile gli obiettivi terapeutici. La strategia cambia, inoltre, a seconda che si parli di prevenzione primaria, prima cioè che si sia verificato un evento cardiovascolare, o di prevenzione secondaria, rivolta a chi ha già avuto un infarto, un ictus o altre manifestazioni della malattia cardiovascolare. In entrambi i casi il controllo dei fattori di rischio è fondamentale, ma nei pazienti che hanno già sviluppato la malattia diventa particolarmente importante raggiungere rapidamente i valori-obiettivo di colesterolo LDL.

«In generale penso che i risultati migliori si ottengano in prevenzione primaria, quindi la popolazione va trattata sempre quando necessario. Quello che abbiamo capito oggi, però, è che in prevenzione secondaria non dobbiamo procedere con una terapia a scalini e perdere troppo tempo nel raggiungimento del target terapeutico. Quando abbiamo un soggetto ad alto rischio, il colesterolo va ridotto nel più breve tempo possibile, perché questo si associa non soltanto a una riduzione dell’evoluzione aterosclerotica delle placche, ma anche dello stato infiammatorio e procoagulativo del paziente. Essere molto aggressivi fin dall’inizio, quindi, diventa necessario», conclude Grimaldi.

Nel video:
  • MASSIMO GRIMALDI
    Presidente Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri – ANMCO
    Direttore Struttura Complessa di Cardiologia – Ospedale Miulli – Acquaviva delle Fonti – Bari
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