Quando si parla di salute, non esistono solo integratori e farmaci tradizionali. Oggi esiste anche una terza possibilità: i farmaci vegetali, un approccio che non punta semplicemente all’origine naturale della sostanza, ma alla sua affidabilità terapeutica e all’utilizzo clinico.
«Il farmaco vegetale è un prodotto di origine naturale che può essere considerato alla stessa stregua del classico farmaco, cioè del farmaco convenzionale che conosciamo. Ha avuto una validazione scientifica, con studi preclinici e clinici sull’uomo. L’integratore alimentare, invece, è considerato un alimento, quindi, in realtà, non cura e non previene patologie, mentre il farmaco può prevenire una condizione patologica e curarla. Questa è la principale differenza», spiega Mario Dell’Agli, Professore di Farmacologia Università degli Studi di Milano.
Il farmaco vegetale può rappresentare uno strumento clinico importante per diverse condizioni, e un’alternativa, per esempio, agli antibiotici, anche in un’ottica di riduzione dell’antimicrobico-resistenza, considerata dall’OMS una delle principali minacce per la salute globale. Questo non significa sostituire l’antibiotico quando è necessario, ma utilizzare in modo più mirato le diverse risorse terapeutiche disponibili. In quest’ottica, il farmaco vegetale si distingue dall’integratore perché non si basa solo sull’origine naturale della sostanza, ma su qualità controllata, sicurezza d’impiego, standardizzazione e validazione scientifica.
«I farmaci vegetali raramente contengono una sola sostanza: più spesso contengono un pool di sostanze che agiscono attraverso meccanismi diversi. Spesso non si limitano ad intervenire sull’agente batterico o sull’agente patogeno, ma contribuiscono anche a potenziare le difese della persona. Il potenziamento delle difese endogene può facilitare il superamento della malattia. In questo modo è possibile ridurre l’uso degli antibiotici e di riservarli ai casi in cui la gravità dell’infezione rende necessaria la terapia antibiotica. È importante, però, che gli antibiotici continuino a essere efficaci: se li sprechiamo utilizzandoli in situazioni non gravi, o in cui non sono davvero indispensabili, rischiamo di abituare il batterio a quell’antibiotico, che quindi potrebbe non funzionare più quando serve davvero», afferma Andrea Genazzani, Professore Emerito di Ostetricia e Ginecologia – Direttore Esecutivo ISGE- Società Internazionale di Endocrinologia Ginecologica.
Il metodo della fitoingegneria
L’efficacia dei farmaci vegetali è resa possibile anche grazie alla fitoingegneria, un approccio che integra ricerca approfondita della natura, controllo della filiera, standardizzazione industriale e qualità farmaceutica. Non si tratta quindi di utilizzare genericamente una pianta, ma di selezionare e valorizzare i suoi principi attivi per ottenere farmaci vegetali efficaci, sicuri e controllati.
È proprio su questo paradigma che si inserisce l’arrivo in Italia di Bionorica, azienda specializzata nello sviluppo di farmaci vegetali scientificamente validati. Ifarmaci vegetali sviluppati da Bionorica si inseriscono in ambiti come le affezioni delle vie respiratorie e i disturbi lievi delle vie urinarie, dove possono rappresentare opzioni terapeutiche di supporto o di trattamento sintomatico.
«Il valore della fitoingegneria sta nel controllo dell’intera filiera, oltretutto europea: dalla selezione dei semi alla coltivazione delle piante nei propri territori, fino alla scelta del momento giusto per raccoglierle, estrarle e lavorarle in veri e propri impianti, per arrivare poi alla produzione dei farmaci. A questo approccio farmacologico si affiancano le evidenze cliniche e precliniche, oltre ai dati di real life raccolti quotidianamente attraverso studi osservazionali in tutto il mondo. Tutto questo ci permette di offrire al mondo clinico e, soprattutto alle persone farmaci vegetali con standard molto elevati e soluzioni efficaci», sostiene Manuel Cavallin, Country Head di Bionorica Italia.
Nel video:
- MARIO DELL’AGLI, Professore di Farmacologia Università degli Studi di Milano
- ANDREA GENAZZANI, Professore Emerito di Ostetricia e Ginecologia – Direttore Esecutivo ISGE- Società Internazionale di Endocrinologia Ginecologica
- MANUEL CAVALLIN, Country Head di Bionorica Italia