Sono sempre di più le persone che si rivolgono a Telefono Amico Italia, l’associazione che offre ascolto e sostegno a chi vive un momento di difficoltà emotiva, è alle prese con pensieri suicidi o è preoccupato per una persona cara.
Per rispondere a un bisogno di ascolto sempre più pressante, in vista della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, che ricorre il 10 settembre, l’associazione ha deciso di estendere il servizio di ascolto telefonico. Per la prima volta, i volontari di Telefono Amico Italia saranno disponibili 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, per chi sperimenta una fragilità emotiva o si trova alle prese con un pensiero suicida.
Dal 1° settembre 2026, il servizio è attivo senza interruzioni ed è raggiungibile attraverso il numero unico nazionale 02 2327 2327.
La scelta di garantire un ascolto anche durante la notte nasce dalla consapevolezza che le ore notturne possono essere particolarmente difficili per chi vive un disagio emotivo o psicologico. «Le ore notturne possono essere particolarmente difficili per chi soffre di insonnia o di altri disturbi del sonno. L’insonnia è una condizione frequentemente associata al disagio psicologico e a un aumento del rischio suicidario, senza che ciò implichi necessariamente un rapporto causale diretto. Quando non si riesce a dormire e si è alle prese con un intenso dolore mentale o con altre difficoltà che minano il proprio equilibrio emotivo, la sofferenza può apparire ancora più intensa. Le difficoltà vissute sul piano emotivo possono infatti accentuarsi durante la notte, quando ci si sente più soli e si vorrebbe riposare senza riuscire a farlo. La notte può diventare così il momento in cui ci si confronta maggiormente con la propria interiorità, che talvolta può essere fonte di angoscia. In queste circostanze, poter chiedere aiuto e trovare un sostegno adeguato può fare la differenza nella prevenzione del suicidio», spiega Maurizio Pompili, Professore Ordinario di Psichiatria presso Sapienza Università di Roma e Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Psichiatria dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea di Roma.
«Per noi è stato un grande sforzo ampliare il servizio, ma è necessario esserci sempre per le tante persone che ogni giorno si trovano alle prese con pensieri suicidari. Da soli però non possiamo contrastare il fenomeno, servono azioni strutturate e coordinate che coinvolgano tutto il Paese», – afferma Cristina Rigon, presidente di Telefono Amico Italia.
Già nel 2025 Telefono Amico Italia aveva registrato un aumento delle richieste di aiuto rispetto al 2024, per un totale di oltre 7.500 contatti relativi al suicidio (+8%) e il 2026 vedrà probabilmente un’ulteriore crescita. «I nostri dati possono sempre essere letti in due modi – continua Rigon – se da una parte sono un segno dell’aumento del disagio, dall’altro dimostrano che le persone sempre più trovano il coraggio di chiedere aiuto. E quando si parla di suicidio questo è un segnale molto importante. Parlarne è infatti il primo modo di prevenire».
A preoccupare sono soprattutto i più giovani: il 53% delle richieste d’aiuto arriva dagli under 35. Nei tre canali di ascolto, le fasce d’età che più spesso hanno contattato Telefono Amico Italia con segnalazioni relative al suicidio sono quelle tra i 19 e i 25 anni e tra i 26 e i 35 anni. Tra chi ha telefonato, il 20,5% appartiene alla fascia 19-25 anni e il 19% a quella 26-35. Su WhatsApp, il 30% dei contatti arriva da persone tra i 19 e i 25 anni e il 20% da persone tra i 26 e i 35. Nel servizio e-mail, infine, il 25% dei contatti proviene dalla fascia 26-35 anni e il 17,5% da quella 19-25.
«Negli ultimi 5 anni stiamo assistendo, tra i giovani, ad un chiaro aumento di manifestazioni di sofferenza psichica correlate alla suicidalità, come disregolazione emotiva, ansia, depressione, autolesionismo, ideazione suicidaria con o senza tentato suicidio e accessi ai servizi. Nelle strutture specialistiche gli accessi per ideazione suicidaria, autolesionismo e tentativi di suicidio sono in aumento, fino a diventare una delle cause più frequenti di urgenza-emergenza in neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza», sottolinea Michela Gatta, Direttrice dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile dell’Azienda Ospedale-Università di Padova.
La prevenzione torna anche nelle piazze
In occasione della Giornata Mondiale per la prevenzione del suicidio torna anche la campagna “Non parlarne è 1 suicidio”: domenica 13 settembre, Telefono Amico Italia, con i suoi 800 volontari, scenderà nelle piazze per testimoniare l’importanza della prevenzione. In numerose città italiane ci saranno gli stand dell’organizzazione dove ognuno potrà scrivere su un post-it qual è la propria risorsa personale per stare bene e affrontare gli alti e bassi della vita; tutti insieme andranno a riempire il “Salvadanaio del Benessere”, per ricordare quanto sia importante custodire la propria salute mentale. Inoltre per diffondere il messaggio dell’importanza della prevenzione, inoltre, molte città illumineranno i loro monumenti di luce blu nella serata del 10 settembre.
Per sostenere i progetti di Telefono Amico Italia sulla prevenzione del suicidio e aiutare l’organizzazione a rispondere alle numerose richieste d’aiuto, è possibile visitare la pagina dedicata.