La malattia renale cronica può accelerare lo sviluppo di malattie cardiovascolari e viceversa, provocando eventi cardiovascolari e la necessità di dialisi in età molto più precoce. La buona notizia è che negli ultimi anni sono stati compiuti importanti progressi, grazie ai quali ora sono disponibili diversi trattamenti in grado di ridurre significativamente il rischio di complicanze sia cardiovascolari sia renali.
Poiché le malattie cardiache e renali spesso si presentano insieme, le nuove linee guida presentate durante il congresso della European Society of Cardiology – ESC sottolineano l’importanza di identificare precocemente i problemi renali nelle persone già in trattamento per malattie cardiovascolari.
Le nuove linee guida ESC mirano ad aumentare l’uso dei test di funzionalità renale e di albuminuria nei pazienti con malattie cardiovascolari. Con uno screening specifico, si possono identificare più pazienti a rischio e prescrivere i trattamenti più appropriati.
Per organizzare le raccomandazioni, la Task Force ha creato l’acronimo “STAMP on CKD“: Screening, Triage, Gestione del rischio, Modifica della gestione delle malattie cardiovascolari e Pianificazione dei servizi sanitari.
Lo screening è il primo passo. Le linee guida raccomandano di sottoporre a test per la malattia renale cronica ogni paziente con malattie cardiovascolari al momento della diagnosi di malattia cardiovascolare. Ciò include esami del sangue e delle urine (velocità di filtrazione glomerulare stimata dalla creatinina sierica più il rapporto albumina/creatinina urinaria).
La strategia proposta dalle linee guida si concentra inoltre sull’organizzazione dei servizi sanitari in modo che i pazienti a maggior rischio possano essere identificati rapidamente e ricevere cure tempestive sia da cardiologi sia da nefrologi. Una comunicazione attiva ed efficiente tra le diverse specialità è spesso necessaria a causa della complessità associata alla malattia renale cronica. Il coinvolgimento dei pazienti e dei familiari/assistenti nel processo di cura multidisciplinare contribuisce inoltre a garantire che le priorità dei pazienti siano soddisfatte, a migliorare la loro esperienza e a promuovere un’assistenza centrata sul paziente.
Per questo motivo è stata anche sviluppata una versione delle linee guida destinata ai pazienti, per aiutarli a comprendere meglio la propria condizione e a partecipare con maggiore sicurezza alle decisioni condivise con gli operatori sanitari.
FONTE:
European Heart Journal