“Sognando Itaca”, la vela come cura per i pazienti con tumore del sangue

Ha preso il largo da VeneziaSognando Itaca”, il progetto di vela-terapia promosso da AILAssociazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma, dedicato alla riabilitazione psicologica dei pazienti con tumore del sangue.

L’iniziativa, patrocinata dal CONI, dalla Federazione Italiana Vela e dalla Lega Navale Italiana, nasce con l’obiettivo di diffondere la vela-terapia come metodo terapeutico a supporto dei malati ematologici, contribuendo al miglioramento della loro qualità della vita e al rafforzamento del rapporto tra pazienti, medici, infermieri e psicologi.

A bordo di una barca a vela AIL, insieme a skipper professionisti, pazienti in fase riabilitativa, personale sanitario e psicologi navigano lungo le coste italiane, facendo tappa nelle città in cui sono presenti una divisione di Ematologia e una Sezione territoriale AIL. Oggi, 16 giugno, “Sognando Itaca” fa tappa a Bari, mentre la conclusione del percorso è prevista tra due giorni, il 18 giugno, a Brindisi.

«’Sognando Itaca’ riprende le vicissitudini dell’eroe greco. È un viaggio fatto di imprevisti, di mare, di difficoltà e di problemi da affrontare. Allo stesso modo, il paziente deve misurarsi con emergenze e ostacoli, ma alla fine di questo percorso si ritrova con un patrimonio nuovo di conoscenze, di forza e di consapevolezza», commenta Giuseppe Toro, Presidente Nazionale AIL.

«La vela-terapia è un’esperienza straordinaria di riabilitazione psicologica. Il paziente sale in barca, viene messo al timone e prende in mano l’imbarcazione, arrivando a dare indicazioni anche a medici e infermieri. In questo modo si ribaltano i ruoli vissuti in ospedale, dove spesso il paziente riceve indicazioni dal personale sanitario. Qui, invece, prende in mano il timone della barca e simbolicamente anche il timone della propria vita, guardando avanti e conducendo l’imbarcazione verso il porto. Quel porto è Itaca: il sogno di ogni malato, tornare a casa, tornare alla propria Itaca», spiega Giuseppe Navoni, Vice Presidente Nazionale AIL e Coordinatore “Sognando Itaca”.

In ogni porto di attracco prende vita l’Itaca Day, una giornata dedicata ai pazienti, adulti e bambini, che accompagnati da volontari, medici e infermieri hanno la possibilità di salire a bordo e vivere un’esperienza unica in mare.

Il progetto “Sognando Itaca” è nato nel 2006 sul Lago di Garda. Il nome richiama il viaggio di Ulisse: come l’eroe omerico, anche i pazienti oncoematologici si trovano ad affrontare un mare aperto, sconosciuto e pieno di insidie. La barca diventa così uno spazio simbolico e terapeutico, in cui il percorso di cura incontra la forza del gruppo, la fiducia nell’equipaggio e il contatto con la natura.

La vela, per le sensazioni che offre e per le condizioni suggestive in cui viene praticata, assume infatti una funzione riabilitativa. L’esperienza a bordo favorisce la condivisione, aiuta a ritrovare fiducia nelle proprie capacità e contribuisce a creare un clima di collaborazione tra pazienti, operatori sanitari e personale di bordo.

«Raggiungere Itaca significa raggiungere la guarigione, ma anche una guarigione completa, del corpo e della mente. Alla fine corpo e mente si uniscono e diventano finalmente un tutt’uno: è questo l’aspetto più pieno della cura. Noi medici, talvolta, rischiamo di concentrarci solo sul corpo, come se fosse una macchina da riparare, dimenticando che la mente, la psiche e la serenità della persona fanno parte integrante del percorso terapeutico. Oggi, anche grazie alla nostra formazione, nel nostro reparto cerchiamo di portare avanti una cura che tenga insieme mente e corpo, e per questo il supporto psicologico e psicoterapeutico è fondamentale», conclude Cristina Skert, Direttore UOC Ematologia Ospedale dell’Angelo Mestre-Venezia.

Nel video:
  • GIUSEPPE TORO, Presidente Nazionale AIL
  • GIUSEPPE NAVONI, Vice Presidente Nazionale AIL e Coordinatore “Sognando Itaca”
  • CRISTINA SKERT, Direttore UOC Ematologia Ospedale dell’Angelo Mestre-Venezia
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