Diagnosticare un’artrite infiammatoria nelle sue fasi iniziali potrebbe diventare più semplice e preciso grazie a un nuovo studio internazionale che, per la prima volta, ha definito valori ecografici di riferimento specifici in base all’età e al tipo di articolazione.
La ricerca, pubblicata su The Lancet Rheumatology, ha raccolto dati ecografici su oltre 28 mila articolazioni di 802 volontari sani provenienti da 13 Paesi, con l’obiettivo di stabilire quali alterazioni possano rientrare nella normalità e quali, invece, possano essere indicative di un processo infiammatorio.
I nuovi valori di riferimento potrebbero aiutare i reumatologi a identificare con maggiore sicurezza i primi segni di artrite infiammatoria, riducendo sia il rischio di ritardare una diagnosi sia quello di sottoporre a trattamenti non necessari persone che presentano semplici variazioni fisiologiche.
«Una diagnosi precoce è fondamentale nell’artrite infiammatoria, perché iniziare tempestivamente il trattamento può prevenire danni articolari irreversibili e migliorare in modo significativo gli esiti a lungo termine», spiega Andrew Filer, professore di Reumatologia traslazionale all’Università di Birmingham e direttore del NIHR Biomedical Research Centre di Birmingham, Regno Unito. «L’ecografia è diventata uno strumento sempre più importante in reumatologia, ma fino a oggi mancavano solidi standard internazionali in grado di definire che cosa sia normale nelle diverse fasce di età e nelle differenti articolazioni. Questo studio fornisce proprio questa base di evidenze».
Lo studio ha coinvolto persone di età compresa tra 18 e 80 anni, reclutate in 20 centri distribuiti tra Europa, Sud America, Asia e Medio Oriente. I partecipanti sono stati sottoposti a un esame ecografico dettagliato delle articolazioni di mani, polsi e piedi. I ricercatori hanno valutato tre caratteristiche associate ai processi infiammatori: ipertrofia sinoviale, segnale Doppler e versamento articolare.
Nel complesso, circa il 13% delle articolazioni esaminate mostrava qualche alterazione ecografica, seppure di lieve entità. La maggiore frequenza di alterazioni è stata osservata nella prima e nella seconda articolazione metatarso-falangea del piede.
Il dato è importante perché mostra che alcune alterazioni ecografiche possono essere presenti anche in soggetti perfettamente sani e che la loro interpretazione deve tenere conto sia dell’età sia della sede articolare.