Tubercolosi a Milano, otto casi alla Statale

Nelle ultime settimane otto casi di tubercolosi sono stati accertati tra specializzandi e personale dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università Statale di Milano.

ATS Milano sta cercando di ricostruire la catena delle esposizioni e di verificare l’applicazione delle misure di prevenzione previste. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, tra le ipotesi emerse c’è quella di un possibile contagio collegato a un’autopsia eseguita su una persona con sospetta tubercolosi. Le indagini epidemiologiche sono ancora in corso.

Durante i controlli sono inoltre emerse sette persone positive all’infezione tubercolare senza aver sviluppato la malattia attiva.

Come si trasmette la tubercolosi

La tubercolosi è un’infezione causata dal batterio Mycobacterium tuberculosis e può essere trasmessa per via aerea da persone con forme contagiose della malattia, soprattutto quando interessa i polmoni. Il rischio di trasmissione aumenta in particolare in presenza di contatti stretti e prolungati, soprattutto in ambienti chiusi e poco ventilati.

Non si tratta quindi di una malattia che, nella maggior parte delle circostanze, viene contratta incrociando una persona per strada o viaggiando occasionalmente sullo stesso mezzo pubblico.

Le caratteristiche dell’ambiente hanno un ruolo importante nella trasmissione. Una buona ventilazione contribuisce a disperdere nell’aria le particelle potenzialmente infettive. Al contrario, in uno spazio chiuso con uno scarso ricambio d’aria possono raggiungere concentrazioni maggiori.

Un altro elemento spesso poco chiaro riguarda la differenza tra infezione latente e malattia attiva. Ed è proprio qui che rientrano, sulla base delle informazioni diffuse finora, le altre sette persone risultate positive durante i controlli. In questo caso il sistema immunitario mantiene l’infezione sotto controllo: non compaiono sintomi e la persona non è contagiosa.

I sintomi della tubercolosi

Quando invece l’infezione interessa i polmoni, i disturbi possono comparire gradualmente. Tra i più comuni ci sono tosse persistente, febbre, sudorazioni notturne, debolezza o stanchezza e perdita di peso. In alcuni casi possono comparire dolore al petto o tracce di sangue nell’espettorato. I test cutanei e specifici esami del sangue possono aiutare a individuare un’infezione da tubercolosi. Se si sospetta una forma attiva, invece, la diagnosi richiede ulteriori accertamenti, che possono comprendere esami radiologici e analisi microbiologiche dei campioni respiratori.

La situazione a Milano

Sempre secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Sulla vicenda è intervenuta anche l’Associazione Liberi Specializzandi (Als). Il presidente Massimo Minerva ha sollevato dubbi sulle misure adottate a tutela dei medici in formazione. 

Secondo le segnalazioni raccolte dall’associazione e riportate dal quotidiano, nella sala in cui sarebbe stata eseguita l’autopsia potrebbe non essere stato presente un sistema di aspirazione degli aerosol che possono formarsi durante la manipolazione di materiale potenzialmente infetto.

Si tratta, al momento, di aspetti ancora da verificare. ATS ha fatto sapere che sono in corso indagini anche per accertare l’attuazione delle misure di prevenzione, mentre l’Università Statale ha comunicato di aver avviato verifiche interne per ricostruire quanto accaduto.

È però altrettanto importante non confondere un focolaio circoscritto con una diffusione generalizzata della tubercolosi nella popolazione milanese. Sulla base delle informazioni disponibili al momento, non ci sono indicazioni che suggeriscano ai cittadini di Milano di modificare le proprie abitudini quotidiane o di sottoporsi indiscriminatamente a test.

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