La leucemia linfatica cronica è il tipo più comune di leucemia negli adulti. Ingrossamento dei linfonodi, anemia, piastrinopenia con febbre e sensazione di affaticamento sono le principali manifestazioni della malattia, che può avere un impatto negativo sulla qualità di vita dei pazienti. Questo tumore del sangue può rimanere stabile per anni, finché la malattia non presenta sintomi o progredisce, per cui richiede la somministrazione di farmaci specifici.
«Alcuni pazienti presentano un andamento clinico aggressivo» conferma Antonio Cuneo, Direttore dell’Unità Operativa di Ematologia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara. «La gestione della malattia è migliorata negli ultimi anni, grazie all’introduzione di nuovi trattamenti e al miglioramento delle terapie di supporto. La cura della leucemia linfatica cronica oggi è, salvo eccezioni, libera da chemioterapia, con indubbi vantaggi per i pazienti. Il trattamento chemio-immunoterapico, utilizzato fino a qualche anno fa, si è dimostrato meno efficace delle moderne terapie biologiche».
Le terapie iniziali, infatti, possono perdere efficacia perché il tumore riesce ad adattarsi e a reagire ai trattamenti, ma la notizia positiva è che la Commissione Europea ha approvato una nuova terapia innovativa in grado di superare le resistenze del tumore. «Disporre di farmaci efficaci e meglio tollerati è un grande beneficio per i pazienti. Anche le persone che presentano sintomi e che, quindi, richiedono un trattamento tempestivo oggi possono condurre una vita normale grazie a terapie mirate innovative, che devono essere effettuate nei centri specializzati. Con farmaci innovativi, come pirtobrutinib, è possibile recuperare la risposta in un’alta percentuale di pazienti e la malattia può essere tenuta sotto controllo per molto tempo. Da qui l’importanza dell’approvazione da perte della Commissione Europea di pirtobrutinib per il trattamento della Leucemia Linfatica Cronica negli adulti con malattia recidivante o refrattaria» conclude Antonio Cuneo.
Nel video:
- Antonio CUNEO, Direttore dell’Unità Operativa di Ematologia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara