UN APPROCCIO INNOVATIVO PER L’ALCOLDIPENDENZA

Alla Camera dei Deputati, alcuni dei più autorevoli Esperti italiani hanno fatto il punto sul problema alcoldipendenza in Italia alla presenza delle principali Istituzioni della Sanità pubblica italiana.

Sono circa 8 milioni gli italiani che hanno consumi di alcol a rischio e si stimano in circa 1 milione le persone alcoldipendenti, nelle quali l’uso di alcol compromette la salute fisica e psichica, con elevati costi sanitari e sociali. Ma solo una minoranza riceve un trattamento.
La maggior parte, invece, non cerca l’aiuto dei Servizi sanitari, rimanendo sommersa e quindi non trattata.

1. Si stimano in 22 miliardi l’anno i costi sociali e sanitari causati dall’alcol in l’Italia.

2. Il problema principale è che siamo in presenza di un fenomeno largamente sommerso.

3. Nel 2012, solo poco più di 69mila persone, delle circa 850.000 che richiederebbero un intervento da parte di un medico, si sono rivolte alle oltre 450 strutture di cura e riabilitazione del SSN presenti sul territorio.

4. Da non trascurare la frequente concomitanza tra disturbi di natura psichiatrica e alcoldipendenza.

5. Una persona alcoldipendente è 3,6 volte più esposta a sviluppare un disturbo dell’umore rispetto a una persona non alcoldipendente.

6. Lo psichiatra può giocare un ruolo importante contribuendo a identificare i disturbi di alcol in pazienti con problematiche psichiatriche.

7. Fino a ieri la soluzione che veniva prospettata era esclusivamente l’astensione immediata e totale dall’alcol.

8. I 2/3 dei pazienti trattati per l’astensione ricadono nei primi 12 mesi.

9. L’approccio si basa sull’uso combinato di una terapia psicosociale e di un farmaco, il Nalmefene, già rimborsato in altri paesi europei.

10. Il Nalmefene, portando alla riduzione graduale del consumo di alcol, può stimolare un maggior numero di persone a chiedere aiuto, facendo così emergere il sommerso di questo importante problema di salute pubblica e sociale.

SOFT THERAPY: I PRIMI RISULTATI DEL POLICLINICO GEMELLI DI ROMA
L’approccio è stato adottato per la prima volta, a partire dal mese di marzo, al Day hospital di Psichiatria e Farmacodipendenze del Policlinico “Gemelli” di Roma, dove è stato battezzato ‘Soft Therapy’. Si basa su tre pilastri: terapia farmacologica a base di nalmefene, terapia riabilitativa di gruppo e colloqui individuali con il medico orientati alla riduzione del consumo.

In soli tre mesi, il Day Hospital del Policlinico Gemelli ha ricevuto oltre 70 richieste per entrare in trattamento con la Soft Therapy. Oltre il 60% di queste chiamate sono arrivate da persone che non avevamo mai cercato aiuto per risolvere il loro problema. Circa il 30% è entrato invece in trattamento con il nuovo approccio mentre gli altri necessitavano di un intervento mirato all’astensione immediata.

Nel video intervistati:

  • Emanuele ScafatoPresidente SIA – Società Italiana di Alcologia
  • Icro Maremmani
    Professore di Medicina delle Farmacotossicodipendenze Università di Pisa
  • Claudio Mencacci
    Direttore Neuroscienze – Ospedale Fatebenefratelli Oftalmico – Roma
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