Malattie infiammatorie croniche intestinali: rimborsato in Italia guselkumab per la colite ulcerosa e la malattia di Crohn

La colite ulcerosa e la malattia di Crohn sono malattie infiammatorie croniche del tratto gastrointestinale (MICI) che colpiscono in Italia oltre 250 mila persone, con un impatto significativo sulla vita quotidiana, lavorativa e sociale. Oggi per i pazienti adulti con malattia attiva da moderata a severa, che hanno avuto una risposta inadeguata alle terapie precedenti, si amplia oggi il ventaglio delle opzioni terapeutiche grazie alla rimborsabilità in Italia di guselkumab, un farmaco biologico che rappresenta una nuova opportunità nella gestione di entrambe le patologie.

Una delle novità riguarda le modalità di somministrazione. Nelle persone con colite ulcerosa, guselkumab può essere somministrato per via endovenosa nel periodo iniziale di trattamento e successivamente per via sottocutanea. Mentre nei pazienti con malattia di Crohn, il farmaco può essere utilizzato subito per via sottocutanea, con una gestione più semplice per il paziente.

La possibilità di avvicinare le cure al domicilio rappresenta un vantaggio importante non soltanto dal punto di vista organizzativo, ma anche per la qualità di vita dei pazienti. Ridurre la necessità di recarsi frequentemente in ospedale significa infatti risparmiare tempo, limitare gli spostamenti e conciliare più facilmente le esigenze terapeutiche con gli impegni personali, familiari e lavorativi.

«Avere la possibilità di utilizzare un farmaco sia per via endovenosa sia per via sottocutanea, e di effettuare la somministrazione a domicilio non soltanto nella fase di mantenimento, ma anche in quella di induzione, rende la terapia più accessibile, più semplice e meno impattante. Può inoltre ridurre le problematiche legate ai ripetuti accessi ospedalieri, sia sul piano del rischio infettivo sia su quello psicologico», afferma Edoardo Vincenzo Savarino, Professore associato di Gastroenterologia presso l’Università degli Studi di Padova e Segretario generale di IG-IBD.

A sostenere il valore di questa nuova opzione terapeutica sono anche i risultati dei programmi di studi clinici, tra cui QUASAR per la colite ulcerosa e GALAXI e GRAVITI per la malattia di Crohn, che hanno dimostrato l’efficacia di guselkumab nel controllo della malattia e nel raggiungimento della remissione clinica ed endoscopica. Accanto ai benefici clinici, la disponibilità di modalità di somministrazione più flessibili può contribuire ad alleggerire il carico della malattia sulla quotidianità dei pazienti.

«Avere a disposizione una formulazione che permetta di gestire la terapia a casa rappresenta sicuramente un notevole vantaggio. Un trattamento che consente una migliore gestione del tempo e favorisce la qualità di vita può avere un impatto positivo sulla quotidianità delle persone che convivono con queste patologie», sottolinea Salvo Leone, Direttore Generale AMICI ETS, Associazione Nazionale per le malattie infiammatorie croniche dell’intestino.

«Raggiungere tutti i pazienti significa non soltanto garantire l’accesso alle nuove terapie a coloro che potrebbero beneficiarne, in ogni parte d’Italia, ma anche offrire soluzioni capaci di migliorare concretamente la qualità di vita. Modalità di somministrazione differenti possono aiutare le persone a gestire la terapia più vicino a casa», conclude Jacopo Murzi, Amministratore delegato, Innovative Medicine, Johnson & Johnson Italia.

Nel video:

  • EDOARDO VINCENZO SAVARINO
    Professore associato di Gastroenterologia Università degli Studi di Padova 
    Segretario generale IG-IBD – Italian Group for the study of Inflammatory Bowel Disease
  • SALVO LEONE
    Direttore Generale AMICI ETS – Associazione Nazionale per le malattie infiammatorie croniche dell’intestino
  • JACOPO MURZI
    Amministratore delegato, Innovative Medicine, Johnson & Johnson Italia
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