Stessa efficacia e sicurezza dei medicinali di marca, ma a un prezzo inferiore di almeno il 20%. I farmaci equivalenti rappresentano un’opportunità di risparmio per i cittadini e per il Servizio Sanitario Nazionale. Eppure, nonostante i vantaggi economici, il loro utilizzo in Italia rimane ancora al di sotto della media europea. A frenare la diffusione sono soprattutto la scarsa conoscenza e la diffidenza che ancora circondano questi medicinali.
Un farmaco equivalente (o generico) è una copia del suo farmaco di riferimento (farmaco “di marca” o “branded”) presente sul mercato già da molti anni e il cui brevetto sia scaduto. Infatti, un farmaco equivalente non può essere messo in commercio se il brevetto del medicinale di marca è ancora valido.
Cadendo l’esclusiva determinata dal brevetto, cade anche il condizionamento sul prezzo e i farmaci equivalenti vengono commercializzati a prezzi molto più bassi. I medicinali equivalenti hanno un prezzo inferiore di almeno il 20% rispetto ai medicinali di marca, come diretta conseguenza della scadenza del brevetto del principio attivo di cui è composto il medicinale.
«La diffusione degli equivalenti non dipende esclusivamente dal loro prezzo o dalla disponibilità sul mercato, ma da un insieme di fattori culturali, informativi, prescrittivi e organizzativi. La conoscenza e la fiducia dei cittadini, le modalità di prescrizione, la formazione dei professionisti sanitari e le caratteristiche della dispensazione possono contribuire a determinare il livello di utilizzo» commenta Thomas Osborn Direttore Area Salute I-Com – Istituto per la Competitività.
Proprio per promuovere una maggiore consapevolezza sull’utilizzo dei farmaci equivalenti e sull’importanza della prevenzione, è partito da Milano il tour “Chiamiamo la cura con il suo nome. Un viaggio che parte dalla prevenzione”. Un’iniziativa itinerante promossa da Sandoz, che prevede controlli cardiovascolari gratuiti e distribuendo materiali informativi sul farmaco equivalente e sull’importanza della prevenzione.
L’unità mobile Sandoz toccherà cinque città italiane, per colmare la distanza tra conoscenza e scelta effettiva dei farmaci equivalenti attraverso un’informazione più chiara e vicina alle persone.
Farmaci equivalenti, Lombardia sopra la media italiana ma ancora lontana da quella europea
Nonostante i progressi degli ultimi anni, l’Italia, e anche la Lombardia, restano sotto la media europea per utilizzo di farmaci equivalenti.
È vero che nel 2013, secondo i dati pubblicati da AssoGenerici, la diffusione dell’equivalente in Lombardia era soltanto dei 14%, (il 2% in più della media nazionale), mentre nel 2025, gli equivalenti in Lombardia rappresentano il 33,5% della spesa netta in regione.
In più In Lombardia la diffusione dei farmaci equivalenti raggiunge il 43,5% delle confezioni di classe A rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale dei farmaci di classe A (il cui costo è interamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale), avvicinandosi ma rimanendo comunque inferiore alla soglia media del 51% europeo.
«La Lombardia è una delle regioni in cui l’utilizzo degli equivalenti è tra i più alti in Italia. In termini di valori non si colloca proprio nelle primissime posizioni, ma per quanto riguarda i volumi di utilizzo è certamente tra le realtà più virtuose. Occorre quindi innanzitutto mettere a sistema le buone pratiche adottate negli anni e capire quali possano essere replicate anche nelle altre regioni italiane», sottolinea Osborn.
Per aumentare ulteriormente la diffusione di questi medicinali, però, non basta puntare sulla convenienza economica. È necessario intervenire anche su un insieme di fattori: culturali, informativi, prescrittivi e organizzativi.
In questo contesto medici e farmacisti hanno un ruolo centrale nella costruzione della fiducia intorno alle terapie.
«È importante favorire la diffusione delle informazioni e la comunicazione sul territorio, coinvolgendo cittadini, medici, farmacie, ma anche gli enti del Terzo settore che gestiscono strutture residenziali. L’obiettivo è far conoscere meglio le possibilità di utilizzo dei farmaci equivalenti», commenta Sara Santagostino, Presidente del Dipartimento Welfare di Comunità e Pari Opportunità di ANCI Lombardia.
I dati regionali dimostrano quindi come i farmaci equivalenti siano già una realtà consolidata in Lombardia, ma anche come esistano ancora margini di miglioramento, soprattutto sul fronte dell’informazione e della consapevolezza.
«I dati in Lombardia evidenziano che i farmaci equivalenti sono già una realtà consolidata per la regione. Questa è una base importante da cui partire per continuare a lavorare su informazione, fiducia e consapevolezza, ponendo cittadini e professionisti nelle condizioni di compiere scelte sempre più informate e sostenibili. È fondamentale accompagnare ogni scelta terapeutica con un’informazione chiara e puntuale, affinché il paziente possa riconoscere correttamente il farmaco e seguire la terapia in sicurezza. Il medico di medicina generale svolge un ruolo essenziale nel garantire la continuità assistenziale e l’appropriatezza prescrittiva, sempre nell’interesse del paziente», conclude Paolo Fedeli, Country Medical Director di Sandoz.
Nel video:
- THOMAS OSBORN
Direttore Area Salute I-Com – Istituto per la Competitività
- SARA SANTAGOSTINO
Presidente del Dipartimento Welfare di Comunità e Pari Opportunità di ANCI Lombardia
- PAOLO FEDELI
Country Medical Director di Sandoz