Tumori del sangue, l’alimentazione diventa parte del percorso di cura

Quando si parla di tumori del sangue, non tutti sanno quanto l’alimentazione possa essere importante nel percorso di cura. Eppure, una nutrizione adeguata e personalizzata può contribuire a sostenere l’organismo, affrontare meglio le terapie e preservare la qualità della vita.

Un tema che assume un’importanza maggiore proprio a settembre, il mese dedicato alla sensibilizzazione sui tumori del sangue. In questa occasione AILAssociazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma rinnova il proprio impegno, ponendo l’alimentazione al centro dell’edizione 2026. 

Nasce quindi “Mettiamoci a tavola: l’importanza dell’alimentazione in oncoematologia“, il nuovo video-talk realizzato da AIL e disponibile all’interno dello spazio multimediale dedicato sul sito dell’Associazione. Attraverso un confronto diretto e accessibile, il video affronta uno degli aspetti più delicati del percorso terapeutico: il rapporto con il cibo durante la malattia.

«Prendersi cura di una persona significa guardare alla sua salute nella sua interezza. Anche l’alimentazione, durante il percorso di cura, assume un valore che va ben oltre il semplice nutrirsi: aiuta a sostenere le terapie, a recuperare energie e a ritrovare una quotidianità spesso messa a dura prova dalla malattia. Con questo nuovo video-talk vogliamo offrire ai pazienti e alle loro famiglie informazioni affidabili, basate sulle evidenze scientifiche, e ribadire che nessuno deve affrontare questo percorso da solo. Essere accanto alle persone significa anche fornire strumenti concreti per vivere meglio ogni fase della cura», dichiara Giuseppe Toro, Presidente Nazionale AIL.

Il messaggio che emerge è chiaro: non esiste una dieta valida per tutti. Ogni paziente ha esigenze specifiche che devono essere valutate e accompagnate da un’équipe multidisciplinare, in un percorso personalizzato capace di rispondere non solo ai bisogni clinici, ma anche a quelli emotivi e relazionali. 

Un’alimentazione su misura: equilibrio, varietà e bisogni individuali

«Nel piatto non devono mancare i cereali, che ci forniscono energia, e i “grassi buoni,” come per esempio l’olio d’oliva, che contiene degli antiossidanti formidabili: i polifenoli. È importante consumare frutta e verdura, magari cotta in maniera diversa e processata in maniera diversa. C’è spazio per le proteine vegetali che però diventano un po’ difficili da assumere nel paziente oncoematologico, specialmente quando parliamo di legumi. E allora ricordiamoci dell’importanza del pesce, che è un alimento facilmente digeribile, e anche della carne bianca, che non va assolutamente demonizzata. Ci tengo però a precisare che la nutrizione, per dare dei consigli adeguati, deve essere personalizzata, tenere conto dei sintomi, dei segni della malattia, dell’età, del genere e addirittura anche del background culturale, che variano da individuo a individuo. Non esiste una formula adatta per tutti, bisogna rivolgersi a uno specialista», spiega Hellas Cena, Professoressa Ordinaria e Medico specialista in Scienza dell’Alimentazione e Specialista in Nutrizione Clinica – Università di Pavia e ICS Maugeri IRCCS, Pavia.

A guidare il confronto nel video-talk è Aureliano Stingi, PhD, biologo molecolare e nutrizionista, ricercatore oncologico e divulgatore scientifico. Insieme a Hellas Cena, partecipano Rita Tavarozzi, ricercatrice dell’Università del Piemonte Orientale ed ematologa presso l’AOU di Alessandria, e Fortuna Inserra, paziente onco-ematologica e componente del Gruppo Pazienti AIL-FIL.

Guarda il video-talk di AIL “Mettiamoci a tavola: l’importanza dell’alimentazione in oncoematologia” ai seguenti link:

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