Covid, cosa fare se i sintomi sono severi

La pandemia da Covid non è finita, è abbastanza sotto controllo, grazie ai farmaci e ai vaccini, ma se ne parla sempre meno. Eppure, se la maggioranza delle infezioni colpisce in modo leggero, per gli anziani, le persone in ospedale e nelle case di riposo, il Covid è ancora pericoloso

La diagnosi precoce è essenziale ed è necessario individuare il paziente che deve ricorrere a terapie specifiche, sia in ospedale sia se avverte i sintomi quando si trova a casa propria. Per questi pazienti oggi sono disponibili anticorpi monoclonali e antivirali diretti. La somministrazione deve essere il più precoce possibile, entro 5-7 giorni dall’inizio dei sintomi. La seconda fase dell’infezione è infatti dominata da meccanismi patogenetici indiretti e bloccare il virus diventa un beneficio clinico molto limitato o nullo. 

Le terapie non sostituiscono la vaccinazione, ma la integrano con una cura per quei casi in cui, nell’impossibilità di vaccinare o nella mancata efficacia della vaccinazione, il paziente si infetti e sia valutato a rischio di sviluppare malattia grave. Si deve aggiungere che con i monoclonali è possibile anche un uso in profilassi, cioè per proteggere dall’infezione un soggetto fragile che non sia stato vaccinato o che non abbia risposto alla vaccinazione.

«Mai come in questa fase della pandemia occorre puntare sempre di più sugli anticorpi monoclonali, molto utili in pazienti fragili immunocompromessi perché giocano un ruolo cruciale nel bloccare l’ingresso del virus nelle cellule contribuendo ad aiutare la risposta immunitaria del soggetto infetto, garantendo così una risposta immediata nella lotta a Covid-19. Non solo. Diversi studi dimostrano l’efficacia dei monoclonali in percentuali molto elevate nella riduzione del rischio di ricoveri per forme severe della malattia nei pazienti particolarmente fragili» dichiara Sergio Lo Caputo, responsabile sperimentazioni di Malattie infettive del Policlinico Università di Foggia, ad Adnkronos Salute, a margine del XXI Congresso nazionale Simit.

Nel video:
Sergio Lo Caputo, responsabile sperimentazioni di Malattie infettive del Policlinico Università di Foggia

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