Le donne in gravidanza o in allattamento possono vaccinarsi contro il Covid-19?

La campagna di vaccinazione anti COVID-19, iniziata a fine dicembre 2020, si svolge in più fasi. Nella fase iniziale la vaccinazione è stata riservata al personale sanitario e al personale e agli ospiti delle residenze per anziani. I piani prevedono ora che i cittadini vengano invitati ad effettuare la vaccinazione in un ordine di priorità, definito dal rischio per le persone di infettarsi e di sviluppare la malattia con conseguenze gravi. La vaccinazione è gratuita per tutti e non è possibile vaccinarsi  privatamente a pagamento.

 

Vaccinazione contro COVID-19 in gravidanza e allattamento

Le donne in gravidanza e allattamento che non presentano elevati fattori di rischio per motivi occupazionali o di salute non sono un target prioritario dell’offerta di vaccinazione contro il COVID-19. Hanno infatti un rischio analogo alla popolazione generale di contrarre il virus e la maggior parte di coloro che ha contratto l’infezione manifesta sintomi lievi o moderati: il ricovero in terapia intensiva si è osservato nel 3%1 dei casi e non è stata registrata al momento alcuna morte materna. I dati sull’uso del vaccino durante la gravidanza sono tuttora molto limitati. Le donne in gravidanza e allattamento non sono state, infatti, incluse nei trial di valutazione dei vaccini Pfizer- BioNtech mRNA (Comirnaty) e Moderna e per questa ragione non disponiamo di dati relativi alla sicurezza e all’efficacia del vaccino in queste casistiche. Tuttavia, gli studi condotti finora non hanno evidenziato né suggerito meccanismi biologici che possano associare i vaccini a effetti avversi in gravidanza e le evidenze di laboratorio su animali suggeriscono l’assenza di rischio da vaccinazione.

“La vaccinazione anti COVID-19 non è obbligatoria ma volontaria. In considerazione delle caratteristiche del vaccino (mRNA) e del rischio di contrarre l’infezione da COVID-19, la vaccinazione è consigliabile per le donne ad alto rischio di esposizione al virus, per ragioni di occupazione professionale o per condizioni di salute che rischiano di portare a gravi complicanze.” spiega il dottor Mario Mignini Renzini, referente medico per gli aspetti clinici dei centri Eugin in Italia. “La vaccinazione è però una scelta personale e dovrebbe essere decisa in stretta consultazione con un operatore sanitario, dopo averne analizzato i benefici e i rischi”.

Le donne che allattano possono essere incluse nell’offerta vaccinale senza necessità di interrompere l’allattamento.

 

Vaccinazione contro COVID-19 per le donne che cercano una gravidanza naturale o mediante procreazione medicalmente assistita (PMA)

“Anche le donne che stanno cercando la gravidanza, sia in maniera naturale che attraverso trattamenti di Procreazione Medicalmente Assistita, rientrano nei casi prioritari solo in presenza di rischio elevato dovuto a condizioni di salute e lavoro e potrebbero essere candidate per la

vaccinazione. Se la gravidanza dovesse sopraggiungere dopo la vaccinazione, non ci sarebbe indicazione in favore dell’interruzione volontaria di gravidanza e, in caso la gravidanza venga scoperta tra la prima e la seconda dose del vaccino, è possibile rimandare quest’ultima dopo la

conclusione della gravidanza, eccezion fatta per i soggetti ad altro rischio.” prosegue il dottor Mignini Renzini. “Possiamo dunque concludere che il desiderio di raggiungere la gravidanza non deve interferire sulla scelta della donna di sottoporsi a vaccinazione, anche in caso di trattamento di Procreazione Medicalmente Assistita, che può infatti iniziare dopo il secondo richiamo vaccinale.”

“Per limitare la diffusione del virus, rimane comunque di primaria importanza anche il rispetto delle altre misure preventive quali l’utilizzo dei DPI, il distanziamento fisico ed il lavaggio frequente delle mani”. conclude il dottor Mignini Renzini.

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