Milano Cortina 2026: sport invernali e reumatologia, i benefici dell’attività fisica

Sport come lo sci, lo snowboard, l’hockey e il pattinaggio su ghiaccio erano fino a poco tempo fa ritenuti off-limits per chi convive con una malattia reumatologica. Ma in occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 è importante ricordare come, grazie al miglioramento delle conoscenze mediche e delle terapie, queste discipline oggi possono essere addirittura consigliate ai pazienti. La Società Italiana di Reumatologia (SIR) ribadisce l’importanza dell’esercizio fisico, anche con il freddo. 


“Le Olimpiadi ci danno l’opportunità di chiamare in causa e sfatare due falsi miti che ancora oggi circondano le malattie reumatologiche, ossia che l’attività fisica e il freddo siano dannosi — dichiara Andrea Doria, Presidente SIR e Professore di Reumatologia dell’Università di Padova —. Non è così. Partiamo dall’attività fisica: se effettuata senza sovraccarico articolare, riduce il dolore, favorisce la mobilità articolare, protegge la struttura muscoloscheletrica, influisce positivamente sull’umore e sulla qualità del sonno, migliora la tollerabilità ai farmaci; è, quindi, parte integrante della cura in reumatologia. Venendo al freddo, non è vero che causi o peggiori le malattie reumatologiche, non è un fattore biologico in grado di riaccenderle; semplicemente aumenta la rigidità muscolare e riduce temporaneamente l’elasticità dei tessuti, producendo un effetto neurosensoriale di amplificazione della percezione dolorosa. Questa distinzione è fondamentale, perché cambia completamente l’approccio all’attività fisica in inverno nei nostri pazienti”. 


“Non esistono, quindi, sport ‘vietati’ ma neppure adatti a tutti — precisa Simone Parisi, Delegato regionale SIR per Piemonte e Valle d’Aosta e Direttore FF Struttura Complessa Reumatologia AOU Città della Salute e della Scienza di Torino —. Si può individuare l’attività giusta per ogni persona, da personalizzare in base al tipo e alla fase di malattia, al grado di disabilità, al livello di allenamento e alle condizioni generali del singolo. Sci di fondo, ciaspolate, pattinaggio possono essere sport molto completi: migliorano equilibrio, coordinazione, forza neuromuscolare e anche la densità ossea. L’importante è prepararsi e scegliere il percorso più adatto alle proprie articolazioni. È comunque importante, soprattutto all’inizio, farsi seguire da professionisti: medico dello sport, chinesiologo e, nel caso delle nostre patologie, dal reumatologo, che fornisce una valutazione sul livello di attività della malattia. Così si può delineare un programma ragionato sul paziente, su quelle che possono essere le attività preparatorie all’attività fisica, nonché sulle performance che ci si può aspettare”. 

Sport invernali e reumatologia: le cinque regole da seguire

Sono cinque le regole d’oro indicate dai reumatologi SIR per praticare sport invernali in sicurezza: 

  • Adeguata protezione termica: abbigliamento tecnico per mantenere muscoli e articolazioni al caldo.
  • Personalizzazione dell’attività: scegliere sport, intensità e carichi in base al tipo di malattia, alla fase clinica e alle articolazioni coinvolte. I sovraccarichi articolari eccessivi andrebbero comunque sempre evitati.
  • Preparazione mirata prima della stagione: lavorare su equilibrio, postura, stabilità e controllo del movimento già nei mesi precedenti.
  • Guida specialistica: costruire il programma insieme a reumatologo, medico dello sport e professionisti dell’esercizio per muoversi in modo efficace e sicuro.
  • Riscaldamento attivo prima dell’attività: fondamentale per ridurre rigidità e rischio di infortuni.
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