Per la Giornata mondiale contro il cancro, che si celebra ogni anno il 4 febbraio, il Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”, ha riunito per il quarto anno consecutivo in un incontro istituzionale Associazioni dei pazienti oncologici e onco-ematologici, rappresentanti della politica, clinici e diversi stakeholder dell’area oncologica: focus di quest’anno, il ruolo fondamentale del caregiver familiare, con il punto sull’iter parlamentare del DDL Locatelli che formalizza, per la prima volta in Italia, dopo anni di attesa, diritti e tutele di queste importanti figure, il caregiver familiare, convivente e prevalente.
In Italia si stimano circa 7-8,5 milioni di caregiver familiari, che assistono un proprio caro non autosufficiente o affetto da patologie croniche, in gran parte oncologiche. Parliamo di oltre il 17% della popolazione, con una prevalenza di donne (80%) e un’età media tra 45 e 64 anni, con una crescita dei giovani caregiver (6,6% nel 2020). Dietro i numeri però ci sono storie personali e umane, storie d’amore, ma anche di isolamento, fatica, paura, burnout e mancanza di supporto.
«Per la prima volta nel nostro Paese, il tema del caregiver familiare viene affrontato in modo organico, superando una lunga fase di attesa fatta di annunci e iniziative prive di risposte strutturali – dichiara Annamaria Mancuso, Presidente di Salute Donna ODV e Coordinatrice del Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” – l’approvazione del DDL “Disposizioni in materia di riconoscimento e tutela del caregiver familiare” viene accolta da tutte le Associazioni aderenti al Gruppo, con soddisfazione, perché si tratta di un primo, importantissimo passo legislativo che va nella direzione che tutti noi abbiamo sempre sostenuto. Questo riconoscimento giuridico del caregiver familiare rappresenta un potenziale punto di svolta per garantire ai milioni di persone che assistono a tutto tondo, ogni giorno, un famigliare con gravi patologie invalidanti, croniche e potenzialmente fatali, quella protezione sociale, economica, assistenziale e organizzativa che può contribuire a ridurre l’affaticamento fisico, mentale ed emotivo che il lavoro di caregiver comporta ».