“Fuoco di Sant’Antonio”, una settimana di sensibilizzazione con visite e vaccinazioni

Il virus che causa l’Herpes Zoster è il virus della varicella-zoster, lo stesso che causa la varicella. Oltre il 90% degli adulti sopra i 50 anni ha già contratto il virus che causa il “Fuoco di Sant’Antonio”, e 1 adulto su 3 svilupperà l’Herpes Zoster nel corso della sua vita. Ecco perché è importante essere consapevoli dei possibili rischi e confrontarsi con il proprio medico per conoscere quali strumenti di prevenzione sono oggi disponibili e cosa si può fare per ridurre il rischio di sviluppare il “Fuoco di Sant’Antonio”. 

Per aumentare la comprensione dell’impatto dell’Herpes Zoster, sulla vita delle persone parte la “Shingles Awareness Week”, la settimana globale di sensibilizzazione promossa in tutto il mondo da GlaxoSmithKline (Gsk), in collaborazione con l’International Federation on Ageing (IFA) dal 27 febbraio al 5 marzo

Accendi le tue passioni, non farti fermare dal Fuoco di Sant’Antonio” è il tema scelto per questa seconda edizione della “Shingles Awareness Week”, proprio per sottolineare il fatto che questa patologia, che colpisce gli anziani e le persone fragili, può compromettere la vita di tutti i giorni, perché è dolorosa e invalidante ma ci sono gli strumenti per proteggersi.

Giunta alla sua seconda edizione, l’iniziativa trova un Paese ancora poco informato. In un sondaggio condotto da Ipsos in Italia su 300 soggetti tra i 40 e i 75 anni, si è scoperto che c’è ancora poca consapevolezza sul “Fuoco di Sant’Antonio”: il 47% del campione non è consapevole della serietà della patologia e solo 1 persona intervistata su 2 sa che il dolore debilitante è uno dei sintomi principali. 

«L’Herpes Zoster, recrudescenza del virus della varicella avuta da bambini, quando si ripresenta in età adulta aggredisce i nervi, soprattutto in quei soggetti, come gli anziani, che hanno un’immunità deficitaria o un quadro di fragilità per la presenza di comorbidità» spiega Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva. «Un modo per far sì che il “Fuoco di Sant’Antonio” non si accenda ed evitare tutte queste temibili sequele c’è ed è la vaccinazione. Oggi abbiamo a disposizione un vaccino proteico ricombinante che si è dimostrato altamente efficace nell’impedire la malattia e le sue sequele, offerto gratuitamente ai sessantacinquenni e ai soggetti ad aumentato rischio, in base all’accesso regionale. Un motivo in più per valutare insieme al proprio medico di fiducia l’opportunità di vaccinarsi».

Se c’è ancora da fare sul fronte dell’informazione, sono molte le iniziative pubbliche che offrono opportunità di prevenzione gratuita sia alla popolazione con più di 65 anni sia alle persone fragili, attraverso progetti e campagne di vaccinazione su e giù per il Paese. Come l’open day organizzato dal Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS che, giovedì 2 marzo, dalle ore 9.00 alle ore 16.00, consentirà a tutte le persone affette da varie patologie o condizioni di fragilità di vaccinarsi contro il “Fuoco di Sant’Antonio”. 

Ma non è solo il nosocomio romano a promuovere iniziative di questo tipo. Tra quelle in corso segnaliamo l’open day vaccinale anti Herpes Zoster, in programma dal 27 febbraio al 3 marzo, al Polo Vaccinale dell’Ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino per gli over 65 e per le persone fragili con più di 18 anni o, ancora, la giornata di vaccinazione dedicata alla protezione anti pneumococco e anti Herpes Zoster per i nati tra il 1952 e il 1958 e residenti nel Municipio 9 di Milano prevista per sabato 4 marzo presso il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano.

A questi appuntamenti, poi, si aggiungono le iniziative di chiamate attive alla vaccinazione anti Herpes Zoster promossa da diverse aziende sanitarie a livello locale per coloro che hanno più di 65 anni come, per citarne alcune, quelle promosse in Lombardia dalla ASST Valle Olona e, in Veneto, dell’Azienda ULSS 8 Berica.

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