Malattie reumatologiche: in Veneto una nuova terapia orale può favorire il ritorno a una vita normale

Nella regione Veneto sono circa cinquantamila le persone colpite da Spondiloartriti, un gruppo di malattie reumatologiche caratterizzate da infiammazione e forti dolori a colonna vertebrale. Sono malattie infiammatorie croniche autoimmuni – tra cui spondilite anchilosante e artrite psoriasica – che interessano principalmente gli adulti nel pieno della loro vita sociale e professionale, ma il ritardo diagnostico è ancora troppo alto. E allora gli esperti lanciano un appello: “Le Spondiloartriti possono avere conseguenze anche molto gravi, per cui è importante imparare a riconoscerle subito. In caso di mal di schiena o dolori alle articolazioni che si manifestano prima dei 40 anni e durano anche diversi mesi, occorre rivolgersi al medico e non tentare soluzioni fai da te”. 

Come conferma Andrea Doria, Professore Ordinario di Reumatologia e Direttore Unità Operativa Complessa di Reumatologia Azienda Ospedaliera-Università – Padova: “I sintomi della spondilite anchilosante e dell’artrite psoriasica possono trarre in inganno ed essere confusi, ad esempio, con un banale mal di schiena, oppure in molti casi si associano a una comune malattia cutanea come la psoriasi. Velocizzare il raggiungimento di una diagnosi e dare rapidamente l’avvio alle cure, rappresenta un vantaggio significativo per il benessere del paziente, visto che le cure ci sono e permettono il ritorno a una vita normale”.

Dopo l’approvazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), è ora disponibile in Veneto una terapia innovativa sia per la spondilite anchilosante che per l’artrite psoriasica che si somministra una volta al giorno per via orale. 

“Oggi i medici hanno a disposizione terapie efficaci, come upadacitinib appena approvato dall’Aifa e già disponibile nel nostro centro, capaci di indurre la remissione in una elevata percentuale di casi” – dichiara Roberta Ramonda, Professore Associato di Reumatologia Unità Operativa Complessa Azienda Ospedaliera-Università di Padova – “Con il termine ‘remissione’ si intende una condizione di malattia inattiva che comporta un controllo del dolore e l’arresto della progressione del danno articolare. Questi obiettivi sono raggiungibili a patto che le terapie vengano iniziate tempestivamente, per cui è determinante la diagnosi precoce e il rivolgersi per tempo allo specialista reumatologo”.

Le Spondiloartriti possono causare dolore intenso, mobilità limitata e danni strutturali a lungo termine in una popolazione relativamente giovane, ancora nel pieno della propria vita sociale e produttiva, in quanto il picco d’esordio è tra i 25 e i 40 anni. Successivamente ad un corretto inquadramento diagnostico il paziente sarà avviato il più precocemente possibile alla terapia. Spesso le spondiloartriti coesistono con altre malattie infiammatorie croniche come quelle dell’intestino (colite ulcerosa e malattia di Crohn) o la psoriasi e pertanto è oggi auspicabile che la gestione dei pazienti avvenga con un approccio multidisciplinare di diversi specialisti per ottenere la miglior scelta terapeutica.

Nel video:

  • Andrea Doria, Professore Ordinario di Reumatologia e Direttore Unità Operativa Complessa di Reumatologia Azienda Ospedaliera-Università – Padova
  • Roberta Ramonda, Professore Associato di Reumatologia Unità Operativa Complessa Azienda Ospedaliera-Università di Padova
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