Un accesso alle cure più semplice per i due milioni di italiani con la BPCO, la broncopneumopatia cronica ostruttiva, una delle patologie respiratorie più diffuse. L’AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco ha aggiornato la Nota 99, recependo le raccomandazioni degli specialisti per le triplici terapie a unico inalatore e ampliando la prescrivibilità di questi farmaci anche ai medici di medicina generale. Per le persone con BPCO significa un accesso più tempestivo alle cure e una migliore appropriatezza terapeutica.
La gestione della patologia richiede controlli regolari, una corretta valutazione della funzionalità respiratoria e terapie capaci di ridurre i sintomi e il rischio di riacutizzazioni. Un ruolo centrale è svolto proprio dai farmaci inalatori, che consentono ai principi attivi di raggiungere direttamente le vie respiratorie.
«Spesso l’importanza dei farmaci inalatori viene sottostimata. Questi trattamenti permettono di somministrare direttamente al paziente principi attivi che incidono sulla sopravvivenza e sulla qualità della vita. La modifica della Nota 99 potrà certamente migliorare l’equità di accesso alle cure per le persone con BPCO e favorire una maggiore sinergia tra i diversi professionisti coinvolti. In questo modo sarà possibile aumentare l’efficacia dei trattamenti ed evitare che la malattia progredisca fino alle situazioni drammatiche che, ancora oggi, osserviamo troppo spesso», commenta Raffaele Scala, Direttore dell’Unità di Pneumologia dell’Ospedale San Donato di Arezzo e Presidente AIPO – Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri.
La triplice terapia riunisce in un unico dispositivo tre differenti principi attivi: due broncodilatatori, che aiutano a mantenere aperte le vie aeree, e un corticosteroide inalatorio, utilizzato nei pazienti per i quali è indicato anche il controllo dell’infiammazione. La possibilità di assumere i medicinali attraverso un unico inalatore può rendere più semplice seguire correttamente la terapia prescritta. Con l’aggiornamento della Nota 99, la prescrizione viene estesa alla medicina generale.
«Questo cambiamento della regolamentazione sostanzialmente liberalizza la cosiddetta triplice terapia, attualmente il trattamento più efficace per i pazienti con BPCO. Come suggerisce il nome, prevede l’impiego di tre farmaci e, fino a oggi, era soggetta a un piano terapeutico prescrivibile soltanto dallo specialista. Questo comportava alcune difficoltà per il paziente, che ogni anno doveva rinnovare il piano. Ormai, però, utilizziamo questi farmaci da diversi anni e non si è verificata un’esplosione della spesa. Era quindi giusto abolire questo vincolo», conclude Claudio Micheletto, Direttore Unità Pneumologia Azienda ospedaliera universitaria integrata Verona.
Nel video:
- RAFFAELE SCALA, Direttore dell’Unità di Pneumologia dell’Ospedale San Donato di Arezzo e Presidente AIPO – Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri
- CLAUDIO MICHELETTO, Direttore dell’Unità di Pneumologia – Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona