Intelligenza artificiale, robotica e telemedicina stanno cambiando il modo di curare, permettendo di introdurre nuove tecnologie pensate per rendere diagnosi e terapie più precise, ma anche per alleggerire i percorsi ospedalieri e avvicinare ospedale e territorio.
È il filo conduttore emerso a Milano, dove Medtronic ha presentato alcune delle nuove frontiere dell’innovazione sanitaria: strumenti digitali, sistemi robotici, dispositivi impiantabili e soluzioni per il monitoraggio a distanza che puntano a trasformare il percorso di cura. «La sanità oggi sta cambiando completamente volto. Intelligenza artificiale, robotica, digitale e dati non sono più strumenti accessori, ma il nuovo linguaggio della cura. In Medtronic siamo stati in grado di integrare tecnologia con servizi, intelligenza artificiale e digitale lungo l’intero percorso di cura. L’innovazione tecnologica diventa così una vera risposta alla sfida dei sistemi sanitari di dover rispondere, da un lato a bisogni assistenziali sempre più complessi, dall’altro di garantire la sostenibilità economico-finanziaria del sistema», afferma Paola Pirotta, Amministratrice Delegata di Medtronic Italia.
Una parte sempre più importante dell’innovazione sanitaria passa dalla telemedicina. Le nuove tecnologie possono aiutare a raccogliere dati clinici in modo più strutturato, seguire il paziente a domicilio, ridurre accessi non necessari e intercettare prima eventuali segnali di peggioramento. «C’è un impatto sicuro da parte delle nuove tecnologie, soprattutto quando hanno a disposizione degli algoritmi di intelligenza artificiale, che possono essere utilissimi, ad esempio, per ridurre i falsi positivi e aumentare la precisione delle diagnosi. Questo è fondamentale anche nelle varie declinazioni della telemedicina e nel collegamento, ormai necessario, tra ospedale e territorio. Un rapporto che deve funzionare in entrambe le direzioni, sia dal territorio verso l’ospedale, che viceversa», spiega Fabrizio Oliva, Direttore Cardiologia 1 – Emodinamica, Ospedale Niguarda, Milano; Past President ANMCO; Presidente IFC, Italian Federation of Cardiology.
Le nuove tecnologie, dalla stimolazione cerebrale profonda alla neurochirurgia assistita da robot, trovano applicazione in diversi campi e in patologie complesse, come il Parkinson, il dolore cronico o gli aneurismi intracranici, migliorando la diagnosi, il trattamento e la qualità della vita dei pazienti. «Con queste tecnologie, insieme alle innovazioni che ci aspettiamo, ci auguriamo di arrivare a una diagnosi sempre più tempestiva. Un passaggio che consenta di fronteggiare l’abbassamento dell’età d’esordio a cui stiamo assistendo. Non sappiamo ancora quali siano le dimensioni esatte del fenomeno, ma sappiamo che è rilevante. Sempre più più giovani sono colpiti, persone ancora in età lavorativa. Una volta si parlava di esordio intorno ai 65 anni, oggi l’età si è abbassata, a quanto non lo sappiamo», sostiene Giangi Milesi, presidente della Confederazione Parkinson Italia.
Uno degli esempi più significativi riguarda proprio il Parkinson. Il sistema di stimolazione cerebrale profonda, o Deep Brain Stimulation, è una tecnologia che trasmette segnali elettrici al cervello per migliorare alcuni dei sintomi principali della malattia. La novità più rilevante è la stimolazione adattativa, che consente di regolare in tempo reale l’intensità della terapia sulla base dell’attività cerebrale specifica del singolo paziente. Per chi convive con il Parkinson, una malattia che può compromettere mobilità, linguaggio, sonno e autonomia quotidiana, la possibilità di modulare la terapia in modo più mirato rappresenta un passo importante verso una gestione più individualizzata della patologia.
L’innovazione riguarda anche la chirurgia spinale e cranica. Il sistema chirurgico Stealth AXiS è una piattaforma pensata per supportare il lavoro dei chirurghi nelle procedure spinali e craniche, aiutando a visualizzare e pianificare meglio le diverse fasi dell’intervento. Il beneficio, in questo caso, è duplice: da un lato offrire al chirurgo strumenti più precisi, dall’altro rendere l’intervento sempre più calibrato sull’anatomia e sulle necessità del singolo paziente.
Oltre al Parkinson e alla chirurgia assistita, un altro ambito è quello del dolore cronico. Intellis Pro è un dispositivo sottocutaneo di neurostimolazione midollare pensato per il trattamento di pazienti che convivono con forme di dolore persistente. Si tratta di un sistema mini-invasivo, progettato per garantire comfort e discrezione senza rinunciare alle prestazioni terapeutiche. La neurostimolazione midollare non elimina la causa del dolore, ma aiuta a modularne la percezione attraverso una stimolazione elettrica continua e personalizzabile. «Dopo una serie di richieste da parte dei medici, sono riuscita finalmente a entrare in lista d’attesa per fare l’intervento del neuro stimolatore midollare. Il dispositivo invia una stimolazione continua che aiuta a modulare il segnale del dolore. Noi non sentiamo nulla, e il dolore non viene più percepito nello stesso modo. La mia vita, che prima era fatta solo di dolore e sopravvivenza, è tornata a essere a colori. È stata una rinascita», racconta Valentina Plebani, Paziente trattata con neurostimolazione midollare.
Le tecnologie presentate interessano anche il trattamento degli aneurismi intracranici. Artisse è un dispositivo intrasacculare autoespandibile progettato per il trattamento endovascolare degli aneurismi intracranici a largo colletto. Viene impiantato all’interno del sacco aneurismatico attraverso un approccio mini-invasivo, con l’obiettivo di modificare il flusso del sangue all’interno dell’aneurisma e favorirne l’occlusione senza ricorrere a una procedura chirurgica a cielo aperto. Secondo i risultati preliminari del registro multicentrico INSPIRE-A, che valuta sicurezza ed efficacia nella pratica clinica reale, il tasso di successo dell’impianto è risultato pari al 96,9%.
Nel video:
- PAOLA PIROTTA, Amministratrice Delegata di Medtronic Italia
- FABRIZIO OLIVA, Direttore Cardiologia 1 – Emodinamica, Ospedale Niguarda, Milano; Past President ANMCO; Presidente IFC, Italian Federation of Cardiology
- VALENTINA PLEBANI, Paziente trattata con neurostimolazione midollare
- MARCO DE LUIGI, Sr. Director Enterprise Accounts e Integrated Health Solutions di Medtronic