Dermatite atopica e prurigo nodularis, un nuovo farmaco blocca il prurito

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale di nemolizumab, un farmaco biologico ora disponibile per uso sottocutaneo per il trattamento della dermatite atopica da moderata a grave in pazienti di età pari o superiore a 12 anni candidati alla terapia sistemica, e per uso sottocutaneo per il trattamento di adulti con prurigo nodularis da moderata a grave, candidati alla terapia sistemica.

La dermatite atopica e la prurigo nodularis sono patologie cutanee che si manifestano con prurito, infiammazione e disregolazione della barriera cutanea nella dermatite atopica, e con prurito, infiammazione, alterazione della differenziazione epidermica e fibrosi nella prurigo nodularis.

In entrambe le patologie, il prurito è spesso segnalato come uno dei sintomi più problematici per i pazienti: l’87% dei pazienti affetti da dermatite atopica dichiara di desiderare di liberarsi dal prurito, mentre il 75% dei pazienti affetti da prurigo nodularis riferisce che il prurito persistente influisce negativamente sulla propria qualità di vita. Oltre al prurito cronico, i pazienti possono sviluppare disturbi di salute mentale e subire un carico psicosociale a causa della comparsa di noduli cutanei, che possono trovarsi in aree visibili del corpo e influire in modo significativo sulla fiducia in sé stessi e sulle interazioni sociali. I noduli, in seguito al continuo grattamento, possono anche sanguinare, aumentando il rischio di infezioni ricorrenti che causano un ulteriore carico per il paziente e per il sistema sanitario.

Nemolizumab blocca la molecola prodotta dal sistema immunitario, l’interleuchina-31, coinvolta nell’infiammazione e nel prurito. «Nemolizumab è un anticorpo monoclonale umanizzato che agisce bloccando il recettore dell’interleuchina-31, che svolge un ruolo centrale nella patogenesi della dermatite atopica, in particolare nella genesi e nel mantenimento del prurito, ma contribuisce anche all’infiammazione cutanea. Intervenendo direttamente sul dialogo tra sistema immunitario e sistema nervoso, il farmaco interrompe il circolo vizioso prurito-grattamento. Le evidenze degli studi registrativi rendono nemolizumab una nuova e importante opzione terapeutica per i pazienti con dermatite atopica moderata-severa, soprattutto per coloro nei quali il prurito rappresenta il principale fattore di compromissione della qualità di vita», spiega Giuseppe Micali, Professore Ordinario, Direttore U.O.C. Clinica Dermatologica e Direttore Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell’Università di Catania.

«Nemolizumab agisce in modo mirato, nel concetto moderno di target therapy, sul bersaglio molecolare che rappresenta la via principale responsabile della malattia. Oltre al miglioramento del prurito nel 90% dei pazienti, si è osservata una regressione completa dei noduli in oltre il 75% dei pazienti, con un lungo periodo libero da malattia, una persistenza dei risultati e mantenimento della risposta, che addirittura migliorano fino alle 100 settimane. Nemolizumab si dimostra una opzione terapeutica molto promettente», prosegue Angelo Valerio Marzano, Professore Ordinario e Direttore SC Dermatologia Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e Direttore Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia, Università degli Studi di Milano.

Sebbene i trattamenti attualmente disponibili possano migliorare alcuni segni e sintomi della malattia, molti pazienti non rispondono in modo ottimale alle terapie approvate e non ottengono un sollievo dal prurito e una cute pulita nella stessa misura. «Lo sviluppo di numerosi farmaci biologici, come nemolizumab, ha veramente cambiato lo scenario terapeutico, questi farmaci vanno a colpire in modo mirato i bersagli molecolari responsabili dell’infiammazione e ciò ha reso possibile per tutti i pazienti la speranza di un miglioramento della qualità di vita. Si tratta di progressi significativi per i numerosi pazienti, che impattano in maniera tangibile soprattutto sui giovani e su coloro che combattono con le forme più severe e ormai cronicizzate della patologia. Dunque, ANDeA non può che dirsi soddisfatta per le numerose e innovative opportunità di cura oggi disponibili per i pazienti che, auspichiamo, potranno contare su un sempre maggior numero di alternative terapeutiche efficaci e sicure, garantendo un elevato standard di cura», sottolinea Mario Coccioli, Presidente ANDeA, Associazione Nazionale Dermatite Atopica.

Nel video:
  • ANGELO VALERIO MARZANO, Professore Ordinario e Direttore SC Dermatologia Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Milano e Direttore Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia, Università degli Studi di Milano
  • GIUSEPPE MICALI, Professore Ordinario, Direttore U.O.C. Clinica Dermatologica, Università di Catania e Direttore Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia, Università di Catania 
  • MARIO COCCIOLI, Presidente ANDeA – Associazione Nazionale Dermatite Atopica
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