Fumo, alcol e sedentarietà aumentano il rischio di tumori ematologici

Quanto ne sappiamo davvero delle correlazioni tra inquinamento, stili di vita e rischio onco-ematologico? Più di quanto si pensi, ma ancora non abbastanza da trasformare questa consapevolezza in una strategia condivisa di prevenzione. È da questa domanda che nasce il volume presentato all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, dedicato al rapporto tra ambiente, comportamenti quotidiani e salute: il libro “L’impatto dell’Ambiente e degli Stili di Vita nel rischio onco-ematologico”, che raccoglie gli atti del Convegno Nazionale AIL 2024

Curato da Aurelio Angelini e Mariaclaudia Cusumano, edito da FrancoAngeli con prefazione di Giuseppe Toro, il volume nasce con l’obiettivo di mettere a disposizione contributi scientifici, sociali e istituzionali su un tema sempre più urgente: il peso che fattori ambientali e stili di vita possono avere nello sviluppo delle patologie onco-ematologiche.

Il volume raccoglie gli interventi di oltre trenta relatori che hanno affrontato temi centrali come l’impatto degli inquinanti atmosferici, delle plastiche e dei PFAS, l’alimentazione e la nutrizione, i cambiamenti climatici, l’inquinamento elettromagnetico, la prevenzione primaria, gli stili di vita sostenibili e il modello “One Health”. Ampio spazio è dedicato anche alle esperienze delle sezioni AIL sul territorio e al ruolo della prevenzione come strumento di tutela individuale e collettiva.

La presentazione presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca rappresenta un momento di confronto per ribadire che prendersi cura della salute significa anche ridurre i rischi ambientali, promuovere consapevolezza sociale e rafforzare strategie condivise per la prevenzione delle patologie onco-ematologiche.

«È sulla salute che dobbiamo lavorare, non sulla malattia. L’ambiente va salvaguardato e anche gli stili di vita possono essere modificati. Su questi temi le istituzioni devono fare la loro parte: quando parliamo di fumo, alcol e attività fisica, il loro contributo può essere enorme, soprattutto se c’è convinzione e se si rafforza la collaborazione tra scuola e famiglia», commenta Giuseppe Toro, presidente nazionale AIL.

«Se continuiamo con questi stili di vita e con questi livelli di emissioni in atmosfera, nel suolo e nelle acque, malattie e tumori non potranno che aumentare, ce lo dice l’Organizzazione mondiale della sanità. Una prima leva è dunque la governance: bisogna ridurre le emissioni e rendere più pure le acque. Ed è qui che il decisore politico deve intervenire, ma intervenire in modo risoluto, per invertire questa tendenza», conclude Aurelio Angelini, Professore Ordinario di Sociologia dell’Ambiente – Presidente Comitato Educazione alla Sostenibilità Agenda 2030.

Nel video:
  • PAOLO CORRADINI, Professore di Ematologia Università di Milano – Direttore Ematologia Istituto dei Tumori di Milano
  • AURELIO ANGELINI, Professore Ordinario di Sociologia dell’Ambiente – Presidente Comitato Educazione alla Sostenibilità Agenda 2030
  • GIUSEPPE TORO, Presidente Nazionale AIL
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