Tumore del colon retto, aspettativa di vita sempre più prolungata

Il tumore del colon-retto rappresenta il 10% di tutti i tumori diagnosticati. Nelle fasi iniziali può non dare sintomi e questo spesso ritarda la diagnosi, che può arrivare quando la patologia è già in stadio avanzato, con un impatto notevole sulla qualità e sulla l’aspettativa di vita.

Per mettere in evidenza l’importanza di un approccio integrato, che possa “prendersi cura di ogni aspetto della cura” e assicurare un tempo di qualità alle persone che convivono con la malattia, valorizzando i progressi dell’innovazione terapeutica, nasce la campagna Più – Più cura. Più tempo. Più vita. Durante l’incontro “REIMAGINATION”, promosso da Takeda, gli esperti hanno sottolineato che l’evoluzione delle terapie oggi consente di utilizzare farmaci innovativi, che migliorano la gestione della malattia anche nelle fasi metastatiche.

«L’impatto sulla qualità di vita della malattia metastatica coinvolge la sfera emotiva del paziente, dei caregivers e dei familiari. Negli ultimi anni, grazie al miglioramento delle terapie sistemiche, assistiamo a sopravvivenze mediane che raggiungono i due o tre anni. Siamo su una strada che lentamente ma progressivamente porta a una cronicizzazione della malattia metastatica, che permette una sopravvivenza inimmaginabile fino a dieci anni fa», commenta Alberto Zaniboni, Direttore Dipartimento Oncologico Fondazione Poliambulanza – Istituto Ospedaliero Brescia. 

Tra le terapie più recenti, il farmaco fruquintinib si è dimostrato efficace nel cancro del colon-retto metastatico precedentemente trattato, perché blocca l’angiogenesi, cioè il processo con cui un tumore maligno stimola la formazione di nuovi vasi sanguigni per nutrirsi e crescere.

«Abbiamo imparato molto sul processo neoangiogenico e oggi possiamo bloccarlo con dei farmaci specifici. Fruquintinib colma uno dei bisogni insoddisfatti nel paziente pretrattato, che è la necessità clinica di avere nuovi farmaci che controllano la malattia e che migliorano la qualità di vita. Fruquintinib ha inoltre il vantaggio di essere assunto tramite una monosomministrazione orale al giorno, preferita dai pazienti», conclude Giuseppe Aprile, Direttore Area Oncologica Ospedale S. Maria della Misericordia – Azienda Sanitaria Universitaria Udine.

Nel video:
  • ALBERTO ZANIBONI, Direttore Dipartimento Oncologico Fondazione Poliambulanza – Istituto Ospedaliero Brescia
  • GIUSEPPE APRILE, Direttore Area Oncologica Ospedale S. Maria della Misericordia – Azienda Sanitaria Universitaria Udine
Total
0
Condivisioni
Articolo Precedente

Tumori, a Stanford debutta la protonterapia ultracompatta

Articolo Successivo

Scoperta una variante genetica che protegge cuore e cervello nell’invecchiamento

Articoli correlati