Malattie infiammatorie intestinali, cosa mangiare

Al congresso ECCOEuropean Crohn’s and Colitis Organisation, in programma a Stoccolma dal 18 al 21 febbraio, si parla di malattia di Crohn e alimentazione. Nonostante la pubblicazione di numerose ricerche che confermano il ruolo della dieta nello sviluppo e nel controllo delle malattie croniche intestinali, ancora oggi sono poche le terapie nutrizionali utilizzate per le persone con malattia di Crohn. 

Inizialmente è stata utilizzata la dieta EEN (exclusive enteral nutrition), il primo regime dietetico in grado di tenere sotto controllo le riacutizzazioni della malattia. La EEN, però, essendo solo a base di cibi liquidi, è considerata monotona dai pazienti per cui spesso viene abbandonata, e quindi per superare queste difficoltà è stata elaborata la CDED (Crohn Disease Exclusion Diet), una dieta specifica per le persone con questa condizione e che comprende anche cibi solidi. 

All’ospedale Meyer di Firenze è stato condotto uno studio che conferma l’efficacia di questo regime dietetico nell’indurre una remissione clinica in diverse situazioni, dalla comparsa della malattia, come terapia aggiunta nei pazienti refrattari ai farmaci biologici, fino alla malattia clinicamente severa. Il vantaggio principale di questa strategia è di ridurre l’esposizione a ulteriori terapie farmacologiche, particolarmente importante per i bambini e gli adolescenti che devono affrontare decenni di vita con la malattia.

E a breve all’ospedale Meyer partirà uno studio per realizzare una CDED “mediterranea”, che comprenda cioè alimenti tipici dell’alimentazione italiana e che dimostri di avere la stessa efficacia della CDED originaria.

Intervista a Paolo Lionetti, Professore al Dipartimento di Pediatria all’Università di Firenze e Responsabile della Struttura di Gastroenterologia e Nutrizione all’Ospedale Meyer di Firenze

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