Mieloma multiplo, in arrivo il farmaco che triplica la sopravvivenza

ll mieloma multiplo è un tumore maligno che colpisce le plasmacellule, un tipo di globuli bianchi presenti nel midollo osseo, fondamentali per il nostro sistema immunitario. È responsabile del 10 per cento dei tumori ematologici e colpisce soprattutto gli anziani, con un’età media alla diagnosi di circa 70 anni.  

Negli ultimi anni sono stati raggiunti notevoli progressi nel trattamento di questa malattia, tuttavia la maggioranza dei pazienti va incontro a una o più ricadute. Per fortuna oggi sono disponibili nuove terapie, gli anticorpi farmaco coniugati, in grado di colpire in modo mirato le cellule tumorali. «Uno di questi si chiama belantamab mafodotin, che grazie a un anticorpo monoclonale, progettato per riconoscere specificamente una proteina presente sulle cellule malate, si attacca ad essa e rilascia all’interno delle cellule tumorali un farmaco citotossico che le uccide» spiega Alessandro Corso, Direttore dell’Unità di Ematologia all’Ospedale di Legnano. «Oltre a questo, l’anticorpo è in grado di stimolare il sistema immunitario, attivando meccanismi come la distruzione diretta delle cellule tumorali attraverso le difese naturali e la loro eliminazione da parte di cellule immunitarie specializzate». 

Belantamab mafodotin è stato da poco approvato dall’EMA, l’ente regolatorio europeo, per la terapia alla prima recidiva e ora sta seguendo la procedura registrativa anche in Italia, sulla scorta dei risultati di due studi clinici denominati DREAMM-7 e DREAMM-8. «Gli studi hanno valutato l’efficacia e la sicurezza di belantamab mafodotin rispetto allo standard di cura attuale, dimostrando un’efficacia significativa, triplicando la sopravvivenza e riducendo il rischio di morte del 42%» commenta Silvia Mangiacavalli, Ematologa dell’Istituto Fondazione Policlinico San Matteo di Pavia.

Il processo di approvazione di belantamab in Italia sta seguendo il suo iter regolare. Tuttavia, GSK, l’azienda produttrice del farmaco, ha deciso di rendere disponibile questa innovazione a tutti i centri che ne faranno richiesta, offrendo il farmaco a un prezzo simbolico per permettere ai pazienti italiani di accedere fin da subito ai benefici evidenziati dagli studi clinici.

Nel video:
  • SILVIA MANGIACAVALLI, Ematologa RCCS Fondazione Policlinico San Matteo di Pavia
  • ALESSANDRO CORSO, Direttore Unità di Ematologia Ospedale di Legnano 
  • ELISABETTA CAMPAGNOLI, Direttore medico di oncoematologia GSK 
Total
0
Condivisioni
Articolo Precedente

Vivere con il lupus in Italia: qualità di vita e bisogni dei pazienti non soddisfatti

Articolo Successivo

Bandi Gilead 2026, aperte le candidature: finanziamenti per progetti su cura e assistenza

Articoli correlati