Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva, un’opzione in più per tenerla sotto controllo

La BPCO – Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva è una delle malattie respiratorie più diffuse. Ostruisce irreversibilmente le vie aeree e i sintomi principali includono tosse cronica, produzione di catarro, grave riduzione della capacità respiratoria e nei casi gravi insufficienza respiratoria e problemi cardiaci. La quotidianità di chi convive con la BPCO, specie nelle forme più gravi, è spesso dominata dalla “fame d’aria“: gesti semplici come fare una rampa di scale o uscire di casa diventano imprese impossibili.

La BPCO può presentare riacutizzazioni, cioè picchi di peggioramento della patologia con aggravamento dei sintomi abituali, che possono portare all’ospedalizzazione e alla progressione della malattia. Queste “crisi” sono state trattate fino a oggi con terapie inalatorie, ma oggi è disponibile una nuova prospettiva di trattamento grazie al primo farmaco biologico mirato per la BPCO. Si tratta di dupilumab, un anticorpo monoclonale che riduce in modo significativo le riacutizzazioni, migliora la funzione polmonare, i sintomi e la qualità di vita dei pazienti.

«L’avvento di dupilumab segna la svolta terapeutica che attendevamo da decenni. Dupilumab è infatti il primo farmaco biologico ad agire su una popolazione mirata, riduce le riacutizzazioni associate e offre un’opzione innovativa per un miglior controllo della malattia e una riduzione del carico clinico-assistenziale» commenta Alberto Papi, Professore di malattie dell’apparato respiratorio e Direttore dell’Unità Respiratoria del Dipartimento CardioRespiratorio all’Ospedale Universitario Sant’Anna, di Ferrara. «Questo anticorpo monoclonale riesce a ridurre del 30% le riacutizzazioni in quei pazienti che non controllano la patologia nonostante siano già in cura con la “triplice terapia”, cioè lo standard di cura che viene utilizzato oggi. In questi pazienti il farmaco induce inoltre miglioramenti sia della funzione respiratoria, sia della qualità di vita».

Il farmaco è già stato approvato dall’EMA, l’ente regolatorio europeo, e la disponibilità attesa a breve di dupilumab anche in Italia rappresenterà una nuova importante opzione terapeutica per i pazienti con BPCO e potrà potenzialmente cambiare la traiettoria per una patologia grave che presenta ancora bisogni insoddisfatti.

Nel video:

SIMONA BARBAGLIA, Presidente Respiriamo Insieme APS

ALBERTO PAPI, Professore di malattie dell’apparato respiratorio; Direttore Unità Respiratoria Dipartimento CardioRespiratorio – Ospedale Universitario Sant’Anna – Ferrara

MARIA DOLORES LISTANTI, Fisioterapista – Insegnante di mindfulness Associazione Pazienti BPCO

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