Giornata mondiale AIDS: gli italiani conoscono la malattia, ma usano davvero il preservativo?


In Italia, le nuove diagnosi di HIV mostrano un trend in crescita. E in occasione della Giornata mondiale contro l’AIDS che ricorre oggi, 1 dicembre, ci si chiede qual è il grado di consapevolezza delle persone su questa malattia. Esiste un’adeguata informazione e un adeguato utilizzo del principale strumento di prevenzione: il preservativo?

LELO, azienda svedese nel settore del benessere sessuale, ha cercato di rispondere a queste domande, conducendo una propria indagine sull’uso del preservativo tra diverse fasce di età e commentando i dati assieme alla dottoressa Valentina Cosmi, psicoterapeuta, sessuologa SISP e consulente LELO.

AIDS e preservativo: cosa dicono i dati

In linea generale, i dati a livello internazionale dimostrano che esiste un’associazione abbastanza forte tra l’espressione “sesso sicuro” e “preservativo”: per il 75% delle persone intervistate, è abbastanza spontaneo pensare ai condom come strumenti per la propria sicurezza e il proprio benessere sessuale. L’Italia offre un panorama ancora più incoraggiante, la percentuale arriva all’86% di persone che associano il sesso sicuro all’utilizzo del preservativo.

Anche dal punto di vista della consapevolezza e dell’informazione sui potenziali rischi associati ai rapporti sessuali non protetti, i dati sembrano positivi: in Italia il 92% sostiene di avere un’adeguata preparazione sul tema.

Preservativo: molta consapevolezza, meno utilizzo

Come mai, a fronte di una discreta diffusione della conoscenza e di una buona consapevolezza sugli aspetti positivi legati all’uso del preservativo, 2 italiani su 10 dichiarano di non usarlo mai durante i rapporti sessuali?

Prova a dare una risposta la dottoressa Cosmi: “Il problema risiede altrove: la questione centrale è la possibilità di gestione emotiva del suo utilizzo, vale a dire che cosa accade, soprattutto in un adolescente/giovane adulto, nel momento in cui deve proporre di utilizzare il preservativo in un rapporto sessuale. Le emozioni in gioco, quali ansia, agitazione, eccitazione, desiderio di ‘fare bella figura’, di non apparire impacciati, possono giocare brutti scherzi e verbalizzare l’idea di utilizzare una precauzione può diventare molto difficile. Per entrambi i generi, spesso ci può essere l’idea di perdere sensibilità e contatto con l’altro o, peggio ancora, di temere la reazione dell’altro, perché il proporre il preservativo può anche essere interpretato, erroneamente, come indice di una mancanza di fiducia e di stima verso l’altro”.

Quindi, come si possono aiutare, soprattutto i più giovani, ad avere più confidenza con sé stessi, con il proprio corpo e con l’altro? Secondo Cosmi, “La tanto temuta educazione sessuale è lo strumento principe di questo processo: aiuta a sviluppare competenze emotive per gestire momenti di stress e di imbarazzo che, diversamente, possono portare a percorrere strade poco piacevoli e, quindi, lontane da una sana e consapevole sessualità”.

L’indagine condotta da Censuswide nel luglio 2025 per LELO; 6003 intervistati nel Regno Unito, USA, Francia, Italia, Spagna e Svezia.

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