Proteggere tutti i neonati dal virus respiratorio sinciziale

Il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) causa un’infezione delle vie respiratorie in più del 60% dei bambini nel primo anno di vita e in quasi tutti entro il secondo anno di vita. In alcuni casi l’infezione può essere molto grave: il 4% dei bambini colpiti che hanno meno di un anno richiede il ricovero in ospedale e tra questi uno su cinque deve essere ricoverato in terapia Intensiva. A questo si deve aggiungere che circa il 40% dei bambini che hanno avuto una bronchiolite da VRS sviluppa negli anni successivi un broncospasmo ricorrente e/o asma bronchiale.

La prevenzione rappresenta l’unico strumento per poterla combattere e nel 2023, l’AIFA ha approvato l’utilizzo di un anticorpo monoclinale, nirsevimab, per la prevenzione delle patologie del tratto respiratorio inferiore causate dal VRS nei neonati e nei bambini durante la loro prima stagione epidemica. Questo farmaco è in grado con una sola somministrazione di proteggere il bambino per almeno 5 mesi riducendo del 77% le infezioni respiratorie da VRS che richiedono ospedalizzazione e dell’86% il rischio di ricovero in terapia Intensiva.

In ragione di questo, il Board del Calendario Vaccinale per la Vita, la Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), la Società Italiana di Neonatologia (SIN), la Società Italiana di Pediatria (SIP), la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG) hanno suggerito la necessità di adottare una strategia di prevenzione universale delle malattie da Virus Respiratorio Sinciziale per tutti i neonati. Questo si può ottenere somministrando il nirsevimab direttamente in ambito ospedaliero, prima della dimissione dal reparto di maternità, a tutti i bambini nati nel periodo epidemico ottobre-marzo mentre i bambini nati in periodo aprile-settembre possono essere immunizzati ad ottobre dell’anno di nascita a cura dei servizi territoriali o dal pediatra di libera scelta.

L’urgenza di un’immunizzazione precoce dall’RSV non può essere sottovalutata in quanto la stagione inizia in genere a novembre, ma il virus può iniziare a circolare anche prima. Avviando le immunizzazioni il prima possibile e proseguendo fino a marzo, quindi, gli operatori sanitari possono garantire che tutti i neonati siano protetti prima del picco stagionale e per tutta la stagione dell’RSV, alleggerendo al contempo la pressione sul sistema sanitario e consentendo di concentrare le risorse su
altre malattie durante l’inverno.

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