L’estate è iniziata e con essa cresce la voglia di sole, mare e attività all’aria aperta. Ma quanto siamo davvero consapevoli dei rischi e dei benefici dell’esposizione solare? E soprattutto: siamo sicuri di proteggerci nel modo giusto? Se ne è parlato durante un evento promosso da Assosalute–Associazione Nazionale Farmaci da Banco e di Automedicazione, parte di Federchimica.
Le scottature e gli eritemi solari rappresentano alcune delle problematiche cutanee più diffuse e nei casi lievi i farmaci di automedicazione – facilmente riconoscibili dal bollino rosso sulla confezione – possono aiutare a ridurre fastidi e infiammazioni.
Nonostante le campagne di sensibilizzazione, persistono numerose credenze errate sull’esposizione solare. Si tende a sottovalutare i rischi associati a pelle scura, abbronzatura o cielo nuvoloso. «Sono convinzioni sbagliate, l’abbronzatura offre una protezione molto limitata. Inoltre, i raggi UV raggiungono la pelle anche con il cielo coperto o sotto l’ombrellone» avverte Elisabetta Fulgione, Dirigente medico Clinica Dermatologica Università della Campania Luigi Vanvitelli di Napoli. «Anche l’applicazione delle creme solari, spesso, è inadeguata: si utilizzano quantità insufficienti o si trascurano zone sensibili come collo, orecchie, dorso dei piedi e contorno occhi. L’uso corretto della crema solare non ostacola l’abbronzatura, anzi: la rende più sana e duratura».
Le ustioni solari, soprattutto se avvengono nei bambini, sono tra i principali fattori di rischio per lo sviluppo del melanoma da adulti, un tumore della pelle che è raddoppiato nel ultimi 10 anni, la cui prevenzione inizia sempre da una corretta protezione dal sole, anche nelle giornate nuvolose.
«Le ustioni solari nei bambini sono tra i principali fattori di rischio per lo sviluppo del melanoma da adulti» conferma Fulgione. «In Australia, grazie a campagne di sensibilizzazione nelle scuole, i casi sono crollati. Questo dimostra che la prevenzione funziona davvero. La prevenzione è l’arma più potente, diagnosticare un melanoma nelle fasi iniziali significa avere una probabilità di guarigione vicina al 90%».
Nel video:
- Elisabetta FULGIONE, Dirigente medico Clinica Dermatologica Università della Campania Luigi Vanvitelli di Napoli