Approvata in Italia la prima terapia adiuvante per il tumore al polmone ALK-positivo

È disponibile in Italia la prima e unica terapia a bersaglio molecolare approvata come trattamento adiuvante dopo completa resezione del tumore in pazienti adulti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) ALK-positivo ad alto rischio di recidiva. L’inibitore di ALK, sviluppato da Roche, ha ottenuto la rimborsabilità di AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale lo scorso 12 maggio. 

L’approvazione si basa sui dati dello studio clinico di fase III ALINA, che ha dimostrato che alectinib è in grado di ridurre in modo significativo – sia dal punto di vista statistico che clinico – il rischio di recidiva o di morte del 76% rispetto alla chemioterapia a base di platino. Il beneficio è stato osservato in persone con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) ALK-positivo, completamente resecato e in stadio IB-IIIA (secondo la 7a edizione del TNM). Inoltre, lo studio ha evidenziato un importante miglioramento della sopravvivenza libera da malattia a livello del sistema nervoso centrale (CNS-DFS), confermando la capacità di alectinib di prevenire anche le metastasi cerebrali1.

“Il tumore al polmone non a piccole cellule ALK-positivo in stadio iniziale è una forma rara, che colpisce tipicamente pazienti più giovani e non fumatori. Proprio per la sua specificità, richiede un approccio mirato e personalizzato – dichiara Filippo de Marinis, Presidente AIOT – Associazione Italiana di Oncologia Toracica, Direttore Divisione di Oncologia Toracica, IRCCS Istituto Europeo di Oncologia di Milano – I risultati dello studio ALINA hanno dimostrato l’efficacia superiore di alectinib nel ridurre il rischio di recidiva di malattia rispetto alla chemioterapia standard, con un profilo di tollerabilità favorevole. Queste evidenze offrono una nuova opportunità terapeutica per i pazienti in fase precoce di malattia ALK traslocata.” 

Nello stadio iniziale della malattia, circa la metà dei pazienti manifesta una recidiva – ovvero un ritorno della malattia – dopo l’intervento chirurgico, nonostante la chemioterapia adiuvante. “Nei pazienti con tumore al polmone ALK-positivo in stadio iniziale, l’introduzione della medicina di precisione è una vera rivoluzione. Sappiamo che anche negli stadi iniziali, pur essendo la chirurgia radicale e rimanendo il gold standard di cura, la malattia non è guaribile nel cento per cento dei casi e, quando la malattia si ripresenta, per i pazienti è nuovamente un momento difficilissimo da affrontare anche a livello psicologico – spiega Silvia Novello Professoressa ordinaria di Oncologia Medica, Università degli Studi di Torino, Direttore Oncologia Medica AOU San Luigi, Presidente WALCE onlus – Avere pertanto un farmaco nel setting adiuvante in grado di ridurre significativamente le percentuali di recidiva nei pazienti ALK positivi sottoposti ad intervento chirurgico è un vero cambiamento nello scenario dell’oncologia toracica, che porta ad un reale miglioramento del percorso di cura, dell’aspettativa e della qualità di vita dei pazienti”.

Adottare un approccio personalizzato, che tenga conto delle caratteristiche individuali del paziente e della malattia, rappresenta una strategia fondamentale nelle fasi iniziali del tumore.  Mentre un approccio multidisciplinare può contribuire a garantire un percorso clinico mirato, indirizzando – ove opportuno – i pazienti con NSCLC resecabile a un trattamento adiuvante per ridurre il rischio di recidiva del tumore dopo l’intervento.

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