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Tumori, all’Università di Perugia un premio per la ricerca

Il Dipartimento di Medicina dell’Università di Perugia ha vinto il premio Fellowship Program Gilead per una ricerca nella terapia di una forma aggressiva di linfoma. Rivolti al settore della ricerca medica e alle comunità di pazienti, i Bandi si propongono di selezionare e finanziare le migliori progettualità di natura scientifica o socio-sanitaria finalizzate a migliorare la qualità di vita dei pazienti.

Il Dipartimento di Medicina dell’Università di Perugia ha vinto il premio Fellowship Program Gilead per una ricerca nella terapia di una forma aggressiva di linfoma. I ricercatori hanno individuato una proteina che forma una sorta di scudo attorno alle cellule del tumore e rende difficile ai farmaci attuali penetrare per curare la malattia. Contrastare l’azione di questo recettore e costruire molecole in grado di modularlo  significherebbe aprire l’era della medicina di precisione anche nel campo dei linfomi.  Individuare possibili punti deboli  delle cellule malate consentirà di disegnare nuovi farmaci più efficaci, in grado di colpire solo le cellule malate e risparmiando quelle sane.

Rivolti al settore della ricerca medica (il Fellowship) e alle comunità di pazienti (il Community), i Bandi si propongono di selezionare e finanziare le migliori progettualità di natura scientifica o socio-sanitaria finalizzate a migliorare la qualità di vita dei pazienti, gli esiti della malattia o a favorire il raggiungimento di obiettivi di salute pubblica nell’area della malattie infettive od oncoematologiche.

Giunte quest’anno all’importante traguardo della decima edizione, le due iniziative, grazie a un contributo complessivo di oltre 11 milioni di euro, hanno consentito di realizzare quasi 500 progetti di natura scientifica o socio-assistenziale. Un sostegno per riconoscere, incentivare e premiare le eccellenze italiane, promuovendo l’innovazione in campo scientifico e sociale. Un sostegno che ha dato la possibilità di trasformare idee in concrete realtà progettuali, di rendere possibile ciò che avrebbe potuto non esserlo a causa della strutturale scarsità di fondi, pubblici e privati, che interessa il comparto della ricerca e il No Profit impegnato nella tutela e nell’assistenza dei pazienti colpiti da patologie gravi quali quelle infettive ed ematologiche.

“I premi, come quelli promossi da Gilead, hanno un significato per la comunità scientifica e per i nostri giovani che va al di là del merito del premio stesso. La ricerca scientifica ha ricevuto un’attenzione limitata e i ricercatori si sono spesso sentiti “figli di un dio minore”. I premi trasmettono il messaggio di un apprezzamento sociale della ricerca di alta qualità e del suo ruolo per il presente e il futuro della Medicina.” Così commenta Alberto Mantovani, Direttore Scientifico Istituto Clinico Humanitas, Professore Emerito Humanitas University, intervenuto nel corso della Cerimonia con una Open Lecture proprio sul tema delle sfide impossibili in medicina.

Nel video:

Paolo SPORTOLETTI
Ematologo Dipartimento di Medicina Università di Perugia

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