Tumori, la rivoluzione delle terapie “intelligenti”

Ma è utile anche il supporto psicologico

Il Merck Oncology Meeting Emotional Experience (MeMO) è stata l’occasione per celebrare un importante anniversario per Merck in Italia: i 15 anni dall’introduzione nel nostro paese di cetuximab, l’anticorpo monoclonale mirato al fattore di crescita epidermico (EGFR, Epidermal Growth Factor Receptor) con il quale Merck ha fatto il suo esordio nell’area terapeutica dell’oncologia.
Cetuximab, che attualmente è indicato nel carcinoma metastatico del colon-retto (mCRC) RAS wild type e nel carcinoma a cellule squamose della testa e del collo (SCCHN), fa parte della categoria delle terapie “targeted”, costituite da molecole ‘intelligenti’ in grado di esercitare un’azione selettiva su recettori cellulari specifici, inibendo così la crescita tumorale. A differenza delle tradizionali terapie che, nell’agire sui tessuti cancerogeni, colpiscono anche le cellule sane, le terapie “targeted” sono in grado di distruggere alcuni tipi di cellule tumorali limitando il danno per le altre cellule.
“Cetuximab è stato il primo frutto dell’impegno in Ricerca & Sviluppo di Merck in ambito oncologico – spiega Antonio Messina, a capo del business biofarmaceutico di Merck in Italia – un impegno che negli anni non è mai venuto meno, anzi si è rafforzato, come dimostrato dal fatto che oggi il 70% dei progetti di ricerca nella nostra pipeline di R&S è relativo alle aree dell’oncologia ed immuno-oncologia”.

Ogni anno in Italia si registrano 373.000 nuovi casi di tumore, 51.000 dei quali colpiscono il colon retto. Terzo cancro più diffuso, il carcinoma del colon-retto rappresenta la quarta principale causa di morte a livello mondiale. In Italia sono circa 450.000 le persone affette da carcinoma del colon-retto. Ad 1 persona su 4 la diagnosi arriva in fase avanzata, quando il carcinoma si è già diffuso oltre il colon e il retto e si è metastatizzato. Numeri allarmanti anche per i tumori testa-collo, che rappresentano circa il 5% di tutte le neoplasie. Ogni anno in Italia si registrano 9.700 nuovi casi di tumori del distretto cervico-facciale, e sono circa 110.000 gli italiani chiamati a convivere con queste patologie, 84.000 dei quali uomini e 26.000 donne.

Focus sulle terapie ma non solo. L’approccio di Merck in oncologia è quello di un Healthcare provider a 360°: massimo impegno nella Ricerca & Sviluppo di nuove soluzioni terapeutiche, ma anche attenzione a quei bisogni del paziente oncologico che vanno “oltre il farmaco”, in un percorso che tiene conto delle esigenze della persona nella sua interezza.
È per questo che uno specifico modulo del MeMO sarà dedicato al ruolo delle emozioni nella gestione della relazione medico-paziente.
“Per gli operatori sanitari imparare a conoscere le emozioni è fondamentale per poter gestire meglio i pazienti e i familiari” – spiega Luca Ostacoli, Professore associato di psicologia clinica presso la scuola di medicina di Torino, responsabile del servizio di psicologia clinica presidio ospedaliero S. Anna. “Comprendere il vissuto psicologico e fisiologico della persona, aiutarla validando le sue emozioni, facendole capire che può provare paura, rabbia o imbarazzo, è il primo passo per potersi relazionare in modo empatico e attento e migliorare l’interazione, rendendo così meno complesso il percorso terapeutico” conclude Ostacoli.

Nel video:

  • Antonio Messina
    General Manager Merck Biopharma Italia
  • Luca Ostacoli
    Professore di psicologia clinica Scuola di medicina Torino
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