Cellule staminali contro la malattia di Parkinson

Contro la malattia di Parkinson si profilano nuove soluzioni terapeutiche legate all’utilizzo delle cellule staminali, che rappresentano un’importante speranza di guarigione per i pazienti. E proprio dal nostro Paese è partita la prima sperimentazione, autorizzata dall’Istituto Superiore di Sanità e supportata dalla Fondazione Grigioni, che prevede l’impiego delle cellule staminali mesenchimali “autologhe” (cioè provenienti dallo stesso paziente che poi le riceve) per il trattamento di un parkinsonismo chiamato Paralisi Sopranucleare Progressiva (PSP), una rara forma di parkinsonismo grave per la quale attualmente non esiste alternativa terapeutica.

Video-Intervista a Gianni Pezzoli, Direttore del Centro Parkinson di Milano, Presidente dell’Associazione Italiana Parkinsoniani (AIP) e Presidente della Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson

“Su richiesta dell’Istituto Superiore di Sanità, lo studio ha recentemente preso il via con una prima fase che prevede il coinvolgimento di 5 pazienti, che verranno trattati e monitorati per valutare eventuali effetti collaterali ed assicurare quindi la sicurezza di questa tecnica. – dichiara Gianni Pezzoli, Direttore del Centro Parkinson di Milano, Presidente dell’Associazione Italiana Parkinsoniani (AIP) e Presidente della Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson – Seguirà a breve una seconda fase in “doppio cieco”, in cui saranno reclutati venti pazienti che verranno suddivisi in due gruppi ed alternativamente trattati per sei mesi con le staminali e altri sei mesi con placebo. La terapia si basa sull’introduzione di queste cellule nell’organismo attraverso un catetere introdotto nell’arteria femorale e spinto fino alle arterie che portano al cervello. Ad oggi i primi due pazienti hanno già ricevuto il trattamento”.
Questa sperimentazione clinica apre nuove prospettive da un punto di vista medico-scientifico in termini di possibilità di trattamento di tutte le malattie neurodegenerative, a cominciare, ovviamente, dalla malattia di Parkinson.
“Ci auguriamo di ottenere dei risultati utili per offrire ai pazienti un’opzione terapeutica in completa sicurezza. – continua Pezzoli – Questo anche con l’obiettivo di frenare un certo turismo sanitario, che coinvolge pazienti affetti da parkinsonismi che si recano all’estero per sottoporsi a infusioni con cellule staminali di dubbia provenienza. Tali procedimenti si rivelano nella maggior parte dei casi non efficaci ed espongono i pazienti a rischi importanti, quali infezioni o encefalopatie, perché spesso non sono soddisfatti i minimi standard sanitari di sicurezza.”

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